PIMONTE: SABATO 19 RIAPRE LO STORICO CASTELLO

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CASTELLOPIMONTEIL CASTELLO DI  PINO RIAPRE  LE SUE  PORTE  DOPO  700  ANNI DI ABBANDONO
Il prossimo 19 settembre l'inaugurazione

Fortificazione nata come presidio militare di difesa del Ducato di
Amalfi attorno all'anno mille, da tutti conosciuta con il nome di
'Pino', domina la vallata da un piccolo promontorio nel Comune di
Pimonte e rappresenta da sempre il punto di riferimento culturale e
religioso per le popolazioni locali.

Un castello esteso ben oltre il suo perimetro fortificato che viene
abbandonato sul finire del 1300 dagli abitanti che gli preferiscono
siti meno impervi. Rimane a presidio del castello una piccola
chiesetta in pietra, interna alle mura, che, grazie alla devozione di
tanti fedeli, ha conservato il luogo e la sua memoria. Poi il
terremoto del 1980 e la distruzione , trasformano l'abbandono in
degrado.

Oggi la svolta. Occasione un finanziamento europeo veicolato dalla
Regione Campania di 600.000,00 euro nell'ambito del PIRAP (progetto
integrato rurale delle aree protette) del Parco dei Monti Lattari, e
soprattutto l'impegno dell'Amministrazione comunale di Pimonte con il
sindaco Michele Palummo e l'assessore Anna Ospizio, che hanno creduto
in questo progetto e lo hanno portato a compimento.

Il prossimo 19 settembre l'inaugurazione ed il castello di Pino a
Pimonte riaprirà le sue porte per accogliere i visitatori e per farsi
ammirare nel rinnovato aspetto e nella ambiziosa sua nuova funzione.
Ad accompagnare l’evento la processione della madonna di Pino, balli e
canti della tradizione popolare ed una degustazione di prodotti e
piatti locali con vino e dolci (locandina dell’evento e prenotazioni
sul sito www.comune.pimonte.na.it).

Un polo di aggregazione culturale in un contesto paesaggistico
mozzafiato reso possibile da un'opera di trasformazione che ha messo
insieme attività di restauro e di salvaguardia con opere di
adeguamento impiantistico improntate alla bioedilizia e alla
autosostenibilità energetica.
L'ingegnere Marco Esposito, progettista e direttore dei lavori dello
Studio Noema aggiunge: il restauro del castello di Pino costituisce un
esempio unico nel suo genere, dove la tecnologia, il restauro e la
filosofia dell'"impatto zero' hanno agito in perfetta sintonia. Il
castello è illuminato da fari a led, alimentati da un impianto
fotovoltaico e minieolico, l'acqua piovana recuperata in un’antica
cisterna e riutilizzata, mentre un impianto di fitodepurazione
provvede al trattamento delle acque reflue". In altre parole il
castello è pronto per accogliere i suoi 'nuovi abitanti' all'interno
della cinta fortificata, nella cripta della chiesa, allestita per
mostre e convegni e soprattutto nello splendido contesto naturale dei
Monti Lattari.

Siamo davvero orgogliosi di 'svelare' questa opera in cui abbiamo
messo tutto il nostro impegno sin dall'inizio di questa avventura' -
dichiara Anna Ospizio - l'emozione è grande nel pensare di aver
riportato la vita al Castello di Pino, proprio lì dove la nostra
storia ha avuto origine e dove speriamo possa partire una rinascita
culturale ed economica legata allo sviluppo turistico e
all'accoglienza'.
.

Gaetano Milone

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