SOMMA VESUVIANA: BOOM DI PRESENZE PER LA VILLA ROMANA DOPO GLI ULTIMI INTERVENTI DELL’UNIVERSITA’ DI TOKYO

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SOMMA VESUVIANA: BOOM DI PRESENZE PER LA VILLA ROMANA DOPO GLI ULTIMI INTERVENTI DELL’UNIVERSITA’ DI TOKYO

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ARDEROSAPiù di mille e 300 visitatori in soli due giorni: boom di presenze per la villa romana di Somma Vesuviana. Il sito archeologico, al centro di un progetto di ricerca promosso dall’Università di Tokyo nel 2002, è rimasto aperto al pubblico come ogni anno al termine degli scavi. E decine di gruppi, accompagnati dai volontari della Pro Loco di Somma Vesuviana, ne hanno approfittato per ammirare le vestigia romane del II secolo avanti Cristo. In prima linea Satoshi Matsuyama, responsabile tecnico del cantiere, che ha verificato lo stato di avanzamento dei lavori insieme a Francesco Mosca e Armando De Rosa, presidenti rispettivamente della Pro Loco di Somma Vesuviana e di quella di Villaricca.

Dal 2002, anno in cui la campagna di scavo ha preso il via, più di 95mila persone hanno ammirato le colonne, i capitelli, gli stucchi policromi, le statue, i vasi e i resti della domus romana. Numeri che dimostrano il grande interesse suscitato da uno dei siti archeologici più importanti della Campania. «Solitamente il cantiere viene aperto al pubblico a fine estate, quando terminano i lavori di scavo – spiega Francesco Mosca – Durante l’anno, però, riceviamo numerosissime richieste da parte di turisti e scolaresche desiderosi di visitare la villa. E quindi organizziamo altre visite guidate d’accordo con l’Università di Tokyo e con la Soprintendenza». Negli ultimi 13 anni, il sito archeologico di Somma Vesuviana è stato preso d’assalto da turisti provenienti persino dalla Norvegia, dalla Turchia e dall’Olanda. E molte trasmissioni televisive italiane ed estere hanno portato qui le proprie telecamere.

Nell’ultimo anno, gli archeologici dell’Università di Tokyo hanno concentrato gli scavi nell’area nord-est del sito riportando alla luce ambienti difficili da identificare. Secondo gli esperti potrebbe trattarsi di una grande cisterna, costruita probabilmente prima delle due stanze affrescate. Dal 2002 a oggi, inoltre, le maestranze hanno ritrovato una stanza grande costituita da un lato da un colonnato, due pareti con nicchie e un’arcata sorretta da pilastri, dall’altro da una parete decorata con temi legati al dio Dioniso. Ancora, sono state riportate alla luce una stanza con pavimento a mosaico e tarsia marmorea, una stalla, una dispensa, una terrazza con un’aula absidata con fregio di Nereidi e Tritoni e una cella vinaria. Al momento la superficie di scavo tocca i 2mila metri quadrati, con una profondità che varia da dieci a 15 metri.

«Gli scavi di Somma Vesuviana sono oggetto di un’attenzione a livello internazionale – conclude Francesco Mosca – L’Università di Tokyo sta conducendo un lavoro prezioso dal punto di vista storico e scientifico, al quale si affianca l’impegno della Pro Loco per l’accoglienza dei visitatori e la promozione del sito».

Gaetano Milone

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