NAPOLI – PROTESTA POPOLARE PER UNO STOP AIR B&B: LE CASE SERVONO COME ABITAZIONI

NAPOLI – PROTESTA POPOLARE PER UNO STOP AIR B&B: LE CASE SERVONO COME ABITAZIONI

NAPOLI – PROTESTA POPOLARE PER UNO STOP AIR B&B: LE CASE SERVONO COME ABITAZIONI

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NAPOLI – Cento case cento idee” è questo lo slogan per la campagna nazionale lanciata oggi da airbnb e finalizzata ad aumentare ancora il suo volume d’affari e i suoi profitti in una situazione del tutto deregolamentata.

Con summit nei luoghi di maggior “interesse”, come Napoli, città che nell’area protetta dall’ Unesco, negli ultmi anni, vede il più alto tasso di crescita percentuale di case vacanza su scala europea.

Non solo l’area dei decumani, ma anche i Quartieri Spagnoli, la parte bassa della Sanità, Montesanto rischiano di esserne totalmente stravolti.

Per questo, come in altre città d’Italia, alcune decine di attivisti e persone sotto sfratto hanno tenuto una passeggiata informativa e situazionista per le strade di questi quartieri, contrapponendovi lo slogan “cento case per abitare”.

Per smontare la retorica della multinazionale e raccontare il disastro che questa speculazione immobiliare senza regole sta causando alle città.

Chi affitta solamente una camera nella casa dove risiede (l’iniziale concetto di bnb) è ormai una minoranza nelle offerte della piattaforma.

In oltre il 60% dei casi parliamo di interi appartamenti, in moltissimi casi di multiproprietari, oltre seimila case che solo nei quartieri del centro sono diventate “case vacanza” in pochi anni, scomparendo dal mercato ordinario delle abitazioni per diventare profitti quasi sempre in nero ed esentasse nelle tasche di pochi.

La conseguenza ovvia è la drastica diminuzione dell’offerta abitativa per i residenti, la crescita degli affitti e delle pretese economiche, l’aumento di sfratti come verificano settimanalmente i nostri sportelli per il diritto alla casa, con persone che fanno sempre più fatica a ritrovare casa nel proprio quartiere di storica residenza.
A pagarne le spese sono soprattutto le fasce più popolari e quella stratificazione sociale che fa del centro storico della città uno dei pochi in tutta Europa a non essere musealizzato e ridotto a una Disneyland per turisti (come ha detto proprio oggi anche il Patriarca per Venezia).

Gli stessi turisti vogliono visitare città vive e non finte…
A Londra, Berlino, Barcellona, Parigi, Amsterdam si sono messe a punto, seppure in grande ritardo, normative per tutelare i residenti, da noi si procede ancora nella totale deregulation in cui prevale la legge del più forte, cioè del più ricco.
Per questo al comune di Napoli diciamo che non servono i discorsi senza atti amministrativi concreti mentre venerdi prossimo saremo in presidio/conferenza alla regione campania per pretendere una normativa regionale seria (che al momento non esiste) per limitare il far west e recuperare risorse per le politiche di re-insediamento e di tutela dei ceti popolari nei quartieri del centro storico.

“Cento case cento idee” per i profitti di Airbnb!?
No, cento case per abitare!

FONTE: http://contropiano.org/

Redazione

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