MASSA LUBRENSE: SEQUESTRATI DUE MERLI TENUTI IN GABBIA DA UN NEGOZIANTE DI SANT’AGATA SUI DUE GOLFI

MASSA LUBRENSE: SEQUESTRATI DUE MERLI TENUTI IN GABBIA DA UN NEGOZIANTE DI SANT’AGATA SUI DUE GOLFI

MASSA LUBRENSE: SEQUESTRATI DUE MERLI TENUTI IN GABBIA DA UN NEGOZIANTE DI SANT’AGATA SUI DUE GOLFI

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Erano detenuti in gabbie piccole esposte all’esterno di un’attività commerciale di ristorazione,
situata sul corso principale di Sant’Agata nel Comune di Massa Lubrense.
La segnalazione da parte di turisti e cittadini era arrivata alle guardie zoofile del WWF Italia ed ai
Carabinieri Forestali di Castellammare di Stabia che sono immediatamente intervenuti.
“I merli (turdus merula) appartengono alla fauna selvatica protetta, sono animali liberi e la loro
cattura e detenzione è vietata dalla legge – spiega Claudio d’Esposito presidente del WWF Terre del
Tirreno – il titolare del negozio e proprietario degli uccelli ha dichiarato di ignorare il divieto e che i
due uccelli erano stati recuperati da un nido caduto da un albero durante le operazioni di potatura,
quindi svezzati dall’uomo e lasciati in gabbia. Ecco perché le operazioni di potatura degli alberi
vanno sempre eseguite nel periodo autunno-inverno e, in ogni caso, mai quando gli uccelli sono in
fase di nidificazione e il taglio di rami e alberi rappresenterebbe una condanna senza appello per le
uova e i piccoli accuditi ai nidi dai genitori. La legge 157/92 sulla protezione della fauna selvatica
omeoterma prevede pesanti sanzioni per la distruzione di uova e nidi e vieta ogni
disturbo/danneggiamento/uccisione delle specie avi faunistiche in periodo della nidificazione.”
I carabinieri forestali, dopo aver verbalizzato e contestato a norma di legge il trasgressore, hanno
sequestrato i due merli affidandoli alle cure del Centro recupero fauna selvatica il Frullone
di Napoli. Essendo animali giovani e in buono stato di salute ci sono buone speranze di liberazione in natura, dopo un periodo di adattamento.
Il WWF invita i cittadini a non tenere a casa animali selvatici trovati in difficoltà, specialmente nel
periodo primaverile quando è facile anche in città trovare piccoli caduti dal nido. Oltre che illegale,
questa pratica rischia di compromettere per sempre la capacità dell’animale selvatico di riadattarsi
alla vita in natura, condannandolo così ad una vita in gabbia.
L’invito è quello, dopo le prime eventuali cure, di consegnare gli animali ai centri autorizzati e di
rivolgersi, per ogni informazione ai volontari del WWF Terre del Tirreno o all’ASL competente.

Gaetano Milone

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