TORRE ANNUNZIATA: INCONTRO DIBATTITO AL LICEO DELL’ARTE E DELLA COMUNICAZIONE GIORGIO de CHIRICO SU “IL MITO DI UNA MASCHERA”

TORRE ANNUNZIATA: INCONTRO DIBATTITO AL LICEO DELL’ARTE E DELLA COMUNICAZIONE GIORGIO de CHIRICO SU “IL MITO DI UNA MASCHERA”

TORRE ANNUNZIATA: INCONTRO DIBATTITO AL LICEO DELL’ARTE E DELLA COMUNICAZIONE GIORGIO de CHIRICO SU “IL MITO DI UNA MASCHERA”

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SABATO 22 Febbraio 2020 ore 10:30

Liceo dell’Arte e della Comunicazione

“Giorgio de Chirico”

Aula magna- Auditorium

DIBATTITO e CONFRONTO
“Il mito di una Maschera”
Intervengono:
Vincenzo ASCIONE – Sindaco del Comune di Torre Annunziata
Roberta C. RAMONDO – Assessore alla Cultura del Comune di Torre Annunziata
Felicio IZZO–Preside Liceo dell’Arte e della Comunicazione “Giorgio de Chirico”
Crescenzio D’AMBROSIO  – Referente Spazio 011 – Artista
 
e con la partecipazione straordinaria dell’attore della maschera
Ignazio PANARIELLO 
Attore – Commediografo – Regista
 
SPAZIO ZERO11 
Laboratorio delle mostre
Salvatore Nuzzo
“SCULTURE & DISEGNI”
Pulcinella Archeologico
Mostra di opere grafiche, plastiche, pittoriche e di decorazione ceramica
a cura di Vanni Ronsisvalle
Dal 22 Febbraio al 21 Marzo 2020 – Orario Mostra – da lunedì a venerdì: 9:00 – 19:00 
 sabato 9:00- 14:00

Intelligenza artificiale. L’incubo di un robot messo paurosamente a punto, come si dice di una macchina, nell’ambito della creatività. Se ne è discusso molto nelle sedi deputate (a Milano e altrove) relativamente al senso economico: non del valore venale ma di quello percettibile con i sensi aperti schematizzato o meno dalla storia dell’arte. Al tempo di Walter Benjamin lui era al riparo da questo incubo. Si poneva però il problema della ‘riproducibilità dell’opera d’arte’. Ho pensato questo sempre più convincendomene nelle occasioni in cui ho avuto davanti agli occhi le opere di Salvatore Nuzzo.  Sappiamo come Benjamin affrontò il tema, stava nel contempo scrivendo il saggio sul Dramma Barocco Tedesco. Siccome il pensiero evolve indipendentemente dai compartimenti stagni (ne esistono ancora) tra arte ed arte possiamo, riferendoci a quei testi, che qualcosa circola come un leit-motive, la cui frequenza  e  li congiunge sotterraneamente: l’arte intorno a cui Benjamin discettava a proposito della  sua riproducibilità (e quindi circolazione) è in quei testi quella esposta alla visione. Dipinti, disegni, guaches…Quindi abbandoniamo la riproducibilità e passiamo ad un procedimento che sarebbe a monte del processo. Quello creativo. Tu carichi, dai la carica come ad un orologio al robot e quello sforna le sorelle minori delle Demoiselles d’Avignon. Può l’artista  ‘suggestionarsi’ ma non creare dal nulla. L’accensione dell’idea è motivata dal fattore tempo (quello cronologico); di quell’assemblare Nuzzo,  diciamo, elementi disparati – persino tattili – non collocabili in un tempo storico; per dirla semplicemente arte creata o dissepolta ma che indipendentemente dalla cronologia produce, genera una ‘emozione’ non prospettica relativamente al tempo: lontananze oppure  l’attualità…Scrivevo quanto l’esposizione dell’opera di Salvatore Nuzzo si rispecchi  nel senso alto del  celebre verso del poeta Alfonso Gatto, il piacere fisico di ritrovarla puntualmente all’altezza dei gridi. Come non essere così riconoscenti e grati a questo artista perseverante nel cogliere l’essenza degli esseri  e delle cose, del naturale e dell’immaginario prescindendo dalla dimensione passato/presente e accampandosi invece nel perenne.

Fauno, cavallo, donna, pulcinella, angelo…Tutto scorre disperdendo nella corrente i sedimenti indispensabili, per chi ha il pregiudizio di giudicare l’evento creativo in un ambito contrassegnato dalle lancette di un  orologio, dai foglietti a perdere del calendario. E’ per Salvatore Nuzzo la festa di inventare dal ‘nulla del reale’ dipingendolo, disegnando, scolpendo, modellando ceramiche e plastiche: la perennità della categoria delle estetiche cinetiche per quanto immobile sia nella clessidra la polvere segnatempo.

 

Vanni Ronsisvalle

 

 

 

 


Gaetano Milone

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