Emergenza coronavirus-Fase 2. L’App Immuni, e le inesattezze circa il suo uso.

Emergenza coronavirus-Fase 2. L’App Immuni, e le inesattezze circa il suo uso.

Emergenza coronavirus-Fase 2. L’App Immuni, e le inesattezze circa il suo uso.

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In questi giorni, il Governo sta lavorando intensamente per gestire correttamente la Fase 2 dell’emergenza Covid-19. Uno dei principali obbiettivi è quello di consentire a chi potrà di uscire di casa di farlo nelle condizioni di maggior sicurezza possibile. A tale tale scopo è necessaria una strategia su più fronti, in cui la tecnologia gioca un ruolo molto importante. Il sistema di tracciamento digitale, a cui con la task force del Governo, sta lavorando intensamente anche la Ministro per l’Innovazione Tecnologica, Paola Pisano (M5S), può aiutare a identificare individui potenzialmente infetti prima che emergano sintomi e, se condotto in modo sufficientemente rapido, può impedire la trasmissione successiva dai casi secondari. A tale scopo è stata varata l’ App ImmuniUno strumento che servirà a controllare gli spostamenti dei cittadini in modo da poter risalire alle persone che si sono incontrate nel caso in cui si risulti contagiati dal Covid-19. La funzionalità principale pertanto è quella di tracciare lo spostamento degli utenti iscritti sull’applicazione così che una volta che un soggetto viene contagiato, sarà possibile ricostruire velocemente tutti i suoi incontri con altre persone che a sua volta potrebbero essere stati contagiati. Lo scopo è quindi quello di limitare il numero di contagi e tenere sotto controllo la successiva fase dell’emergenza. Tutto ciò è possibile grazie al bluetooth che consente di riconoscere e registrare in modo automatico i codici identificativi di altri smartphone dotati dello stesso strumento. L’app sarà disponibile per tutti i cittadini entro il mese di maggio e nonostante la sua importante funzione, l’applicazione non sarà obbligatoria, ma potrà essere scaricata su base volontaria sul proprio smartphone.

Sull’uso di tale strumento sta crescendo un dibattito in cui una serie di inesattezze fanno un cattivo servizio all’ informazione. Pertanto è necessario smontare le fake news che stanno circolando ultimamente. Sull’ argomento riportiamo quanto pubblicato dalla Senatrice del  Movimento 5 Stelle, Maria Laura Mantovani.

-L’app non si aggancerà alle celle di telefonia mobile né utilizzerà il gps, quindi non potrà tracciare gli spostamenti delle persone. Lo scopo dello strumento è esclusivamente quello di registrare tutti i contatti ravvicinati che una persona affetta dal virus ha avuto nel periodo precedente a quando è risultata positiva. Questo avverrà attraverso il bluetooth, non per mezzo della geolocalizzazione. Parliamo quindi di identificativi assolutamente anonimi e temporanei di dispositivi con segnale bluetooth.

-I dati raccolti rimarranno immagazzinati dentro il telefono e non verranno inviati a nessuno. Sarà il personale sanitario a dover chiedere al cittadino risultato positivo di sbloccare i dati relativi ai contatti avutiper poter informare quelle altre persone e attivare i protocolli di prevenzione. E’ quello che già fanno gli operatori sanitari per mezzo di interviste orali. Con la app Immuni il tracciamento potrà avvenire anche in modo tecnologico e quindi la prevenzione sarà maggiormente dettagliata, nulla di più.

-È falso infine che la app potrà contenere informazioni sulle malattie pregresse, sull’assunzione di farmaci e altri dati riservati dei cittadini, come invece è stato scritto. Tutto quanto descritto verrà garantito dal codice sorgente che sarà disponibile in formato aperto. – 26 aprile 2020 – salvatorecaccaviello

Fonte: Blog delle Stelle- LavoroeDiritti

 

 

Salvatore Caccaviello

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