Avvocato Augusto Maresca: il suo sguardo sul nuovo Coronavirus

Avvocato Augusto Maresca: il suo sguardo sul nuovo Coronavirus

Avvocato Augusto Maresca: il suo sguardo sul nuovo Coronavirus

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Augusto Maresca, figlio dell’illustre medico Michele Maresca, soprannominato “Mangiajalline”, cui ha dedicato una sentita biografia di prossima stampa, è un’anima nobile, un intellettuale lucido ed equilibrato, una persona dotata di profondo amore per il proprio paese, Piano di Sorrento, dove ha ricoperto in passato compiti di amministratore, e uno strenue ambientalista. Avvocato, poeta, scrittore, Augusto tiene sul quotidiano online positanonews una rubrica fissa, “Lettere da Piano di Sorrento”, con suoi commenti, riflessioni, giudizi, su fatti di cronaca, tematiche sociali, ambientali e politiche della Penisola sorrentina e non solo. Sulla pandemia da COVID-19 che ha stravolto il mondo, l’avvocato ha avuto più volte occasione di esprimersi in queste settimane.

La prima domanda alla quale ha cercato di rispondere con le sue riflessioni è quella che ci chiediamo tutti;: perché è accaduto? Quale significato dare a un evento di tale gravità e imprevedibilità che ha messo in ginocchio tutto il Pianeta? L’avvocato Maresca ne trae innanzitutto un monito ecologico, in linea con il suo vivace sentire ambientalista: “Dai ricordi scolastici, dalla lettura di romanzi e fumetti, dalle pagine della storia, mi pare che le pestilenze, che hanno flagellato il Pianeta, sono state sempre considerate come un castigo di Dio. Papi, vescovi, autorità ecclesiali, sovrani di pochi scrupoli, personaggi, per intenderci, da inferno dantesco, si sono serviti di queste calamità, strumentalizzandone i timori per i loro sporchi affari (intrighi, vendette, inganni)…historia docet! Probabilmente questo 2020 passerà ai posteri (sempre che ce ne saranno) come l’anno del Coronavirus, ma come dovremo interpretare questo catastrofico evento, quale insegnamento dovremmo trarne? Al di là del suo significato strettamente scientifico (natura del virus, cause della sua nascita, etc), concetti di cui non siamo in grado di discutere e che affidiamo ai tecnici (virologi), noi vogliamo dare, o perlomeno tentare di dare, al fenomeno un connotato ecologico, nella sua analisi valutativa. Ora, analizzando le indubbie migliorie ambientali susseguenti ed attualmente rilevabili (migliore qualità dell’aria, diminuzione dell’inquinamento atmosferico, idrico, acustico) dobbiamo per forza convenire sulla legittima rivendicazione della Natura sulla ripresa del suo equilibrio dopo che l’uomo ha troppo violentato l’ecosistema. L’uomo non è il padrone della Natura, la sua inferiorità si manifesta di continuo traverso le sue miserie esistenziali, errato modus vivendi, mascherato dall’arroganza del ‘tutto si può fare’, ‘tutto ci è concesso’, dal ritenersi, l’abbiamo detto tante volte, al centro dell’Universo! Se ne deduce che l’essere umano, per le sue trasgressioni, per il suo comportamento anti-ecologico, è un ospite ‘indesiderato’ del Pianeta, il volto che abbiamo disegnato della nostra vita, lo stile, non è più tollerabile, va inesorabilmente modificato, cambiato…il segnale lo dobbiamo avvertire”.

Ma da questa catastrofe globale l’Avvocato trae anche altre considerazioni, un senso di appartenenza e responsabilità collettiva: “V’è un altro insegnamento per noi e riguarda il profilo sociale, della vita comune: in questo delicatissimo, particolare, momento di emergenza abbiamo accettato, gran parte di noi, di restare a casa e di rispettare provvedimenti governativi, dettati nell’interesse collettivo, per la salute pubblica, per evitare il contagio, deleterio per noi e per gli altri”. E l’Italia, come si è comportata? Bene ha fatto il governo, per Maresca, a mettere in atto le misure di restrizione per il contenimento dei contagi, ma le sue critiche sono rivolte al fatto che “in questo contesto di emergenza, di pericolo, i soliti furbetti nostrani hanno contravvenuto e contravvengono alle più elementari cautele contro la diffusione; danno vita a ogni manifestazione di indisciplina nei confronti dei provvedimenti governativi dettati nell’interesse collettivo. Cittadini irresponsabili. Anche in Penisola sorrentina, individui inosservanti della quarantena loro imposta, profittando anche di un mancato capillare controllo, hanno eluso la legge, incuranti della patologia che andavano a procurare. Altri, inoltre, in barba al divieto di raggrupparsi, hanno fatto feste private, conviviali, con parenti ed amici, subendone personalmente le conseguenze restando colpiti dal virus. Altri ancora hanno circolato, non restando a casa, senza valide giustificazioni, e continuano a farlo. La gente non ha capito! Questo ci porta a riflettere, che oltre al virus, contro il quale si sta lottando, augurandoci di debellarlo, il ‘vero nemico’ resta l’ignoranza e non riusciremo mai a sconfiggerla!”. E ne approfitta per sottolineare le contraddizioni peculiari del nostro popolo: “E’ sempre così, per noi Italiani: da una parte esempi di dedizione sociale, altruismo come quei medici, già in pensione, che subito si sono offerti di collaborare negli ospedali, oramai soffocati dal lavoro e dalle esigenze di intervenire; addetti ai lavori e non che sono diventati volontari per la causa comune; dall’altra parte gli sciacalli che hanno speculato e speculano sull’acquisto delle mascherine, dei prodotti disinfettanti, etc”.

Augusto si scaglia anche contro l’infodemia: “L’abbiamo sempre detto e continueremo a dirlo: l’informazione dovrebbe rappresentare il modello del pensare libero, civile, trasparente e costruire, nello stesso tempo, una forma di conoscenza costruttiva per il cittadino. Oggi non avviene così! Una volta captata una notizia da sensazione, da emozione, gli organi di stampa e quanti altri funzionano da diffusori, la danno subito in pasto ai mass-media, senza il minimo scrupolo, senza ponderare il risultato che, inevitabilmente, potrà produrre sull’opinione pubblica. Così è avvenuto per il Coronavirus: ossessiva divulgazione di notizie tendenziose, allarmanti o che, comunque, hanno suscitato ansia e psicosi”. Sulle conseguenze nefaste della pandemia l’avvocato è molto obiettivo: “Irreparabile è il danno al turismo, fonte principale della nostra economia e alla economia tutta (mondo del lavoro, investimenti, etc). Anche se e quando il virus sarà arginato e debellato e col vaccino avrà il colpo di grazia, scompariranno preoccupazioni e paure, ma il danno economico, quello non se ne andrà”. Il grande pericolo, avverte Augusto, sono le mani della mafia sul dopo-virus: “Non dimentichiamocelo, il nostro Paese, purtroppo, è anche un Paese di mafia, camorra; sicché, mentre abbiamo assistito e stiamo assistendo a veri esempi di eroismo, quello dei medici, degli infermieri, dei volontari che hanno sacrificato la loro vita morendo negli ospedali e continuano a lavorare a rischio per l’assistenza agli ammalati, nell’ombra v’è una presenza strisciante, silenziosa che attende: la mafia! Sono molti gli inquietanti interrogativi: l’inevitabile crisi economica che proporzioni avrà? Gli aiuti economici disposti dal Governo, che i sindaci distribuiranno agli aventi diritto, saranno equamente distribuiti? Li avranno veramente i bisognosi? Vi sarà rigoroso controllo per verificare la giustizia nella distribuzione? Non vorremmo, more solito, che ad approfittare di questo stato di cose saranno i soliti ‘furbi’ o quelli raccomandati per ragioni clientelari. Ci auguriamo di no; non vogliamo apparire disfattisti o uccelli di malaugurio, ma temiamo che molte imprese, aziende mortalmente colpite da questa paralisi economica, già in atto, saranno costrette a ricorrere a prestiti usurai. I ‘cravattari’ sanno bene le strategie da adottare in questi casi e non è escluso che vi potranno essere ulteriori infiltrazioni camorristiche nel tessuto sociale, e mi riferisco alle imprese collassate rilevate e assorbite dalla malavita. Naturalmente è bello vedere, in questo momento di tragedia generale, la gente che canta l’inno nazionale alle finestre delle abitazioni, sventola il tricolore come ai tempi del mondiale di calcio, ed è bello altresì scorgere fuori dalle case cartelli e panni colorati dai bambini con l’iride e la scritta ‘andrà tutto bene’. È bello vedere questo momento di ritrovata unità nazionale, ma non possiamo ignorare le realtà nascoste. Agli occhi dell’Europa, in questo momento, abbiamo assunto un ruolo di meritato rispetto; molti Paesi si sono allineati all’Italia, e hanno adottato le stesse strategie per combattere il morbo dilagante, cerchiamo di conservare questa immagine di sofferta dignità civica. Non abbassiamo la guardia, continuiamo ad osservare le regole governative”.

Carlo Alfaro

 

 

Carlo Alfaro

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