PENISOLA SORRENTINA, UN UNICO GRIDO DI DOLORE DA PARTE DEGLI OPERATORI TURISTICI: RIDATECI LA DIGNITA’

PENISOLA SORRENTINA, UN UNICO GRIDO DI DOLORE DA PARTE DEGLI OPERATORI TURISTICI: RIDATECI LA DIGNITA’

PENISOLA SORRENTINA, UN UNICO GRIDO DI DOLORE DA PARTE DEGLI OPERATORI TURISTICI: RIDATECI LA DIGNITA’

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( di Miriam Perfetto) – “Ridateci la dignità” il grido di protesta degli operatori turistici dimenticati dalla Stato
Sono in tanti gli imprenditori, i commercianti e tutti coloro che da sempre in penisola sorrentina
promuovono il turismo. Elencarli tutti non è una impresa facile perché la macchina “turistica”ha un motore che ha bisogno di tantissimi ingranaggi per poter essere funzionante. In questo brutto periodo che stiamo vivendo a causa di questo nemico invisibile, il coronavirus, si è formato un gruppo di lavoratori che ai microfoni dello “Strillo della penisola”ci dicono “Ridateci la dignità” attraverso la voce della signora Maria Di Nota. La Di Nota, sostenuta da Brigida Massa, da Massimo Mirone e Marisa Gargiulo afferma che “ l’economia della penisola sorrentina, vive di turismo, in questo momento siamo fermi, come nel resto del mondo. In molti, se il turismo non riparte, non hanno reddito e come si farà a far fronte a tutte le spese che puntuali arrivano a fine mese? Chiediamo al governo delle risposte ma in tempi celeri. La penisola sorrentina è in ginocchio, stiamo pagando uno scotto molto alto, siamo incatenati l’uno con l’altro perché il
settore turistico può essere paragonato a una catena, se non ripartirà precipiteremo tutti giù, nessuno si salverà”. “Il governo ha il dovere di aiutarci perché noi siamo cittadini onesti, paghiamo le tasse e ora ci metta in condizione di poterci rialzare dignitosamente con interventi mirati, senza dimenticare nessuna categoria e soprattutto senza perdere tempo con inutili polemiche tra nord e sud. Sono rimasta molto male nel sentire, in questo terribile momento storico, mi permetta di dire che stiamo vivendo una guerra, le parole di Feltri quando parlando di noi napoletani dice che il Nord vuole riaprire per lavorare e non per suonare il mandolino e che il Sud non si pone il problema perché non ha aziende. Affermazioni di una gravità inaudita che denotano un razzismo e cialtronismo estremo che in questo momento non possiamo
assolutamente permetterci”.

Gaetano Milone

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