IL CENTENARIO DELLA NASCITA DI SAN GIOVANNI PAOLO II NEL RICORDO DEL SACERDOTE FRANCESCO SAVERIO CASA

IL CENTENARIO DELLA NASCITA DI SAN GIOVANNI PAOLO II NEL RICORDO DEL SACERDOTE FRANCESCO SAVERIO CASA

IL CENTENARIO DELLA NASCITA DI SAN GIOVANNI PAOLO II NEL RICORDO DEL SACERDOTE FRANCESCO SAVERIO CASA

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Don Francesco Saverio Casa, sacerdote dell’Arcidiocesi Sorrento-Castellammare e rettore della chiesa di San Paolo a Sorrento nel centenario della nascita di San Giovanni Paolo II – in visita nella città di Sorrento il 19 marzo del 1992 – ci tratteggia con l’abituale garbo religioso  alcuni spunti del pensiero del grande Papa sullo spirito universitario. A corredo dello scritto di don Saverio aggiungiamo una parte del discorso tenuto dal Santo Padre al suo arrivo nell’anno 1992, a Sorrento.

 

Il centenario della nascita di San Giovanni Paolo II il Grande, 18 maggio 1920 – 2020, offre lo spunto per una considerazione attuale dello spirito universitario e dell’idea di università presente nel pensiero di Karol Wojtyla.

“La Chiesa non ha un suo progetto di scuola universitaria,  di società, ma essa ha un progetto di uomo”. (Omelia agli universitari romani nella Basilica di San Pietro, 5 aprile 1979).
L’insegnamento di Giovanni Paolo II, promuove una cultura che serva l’uomo e senza inganni. Il rapporto fra Wojtyla e l’università e’ un lungo itinerario percorso insieme come professore, pastore e filosofo.
Nota la sua docenza di Etica prima a Cracovia e poi a Lublino per circa 25 anni.
Vi è un rapporto tra università e pensiero cristiano, tra storia dell’università e storia della Chiesa, una vera passione per la verità e la responsabilità del sapere.
L’ Università e’ come il luogo di ricerca della verità,  luogo di unità del sapere, luogo di servizio all’uomo. Si chiede il Papa: “È possibile una cultura di massa che sia anche cultura di persone?. La persona – secondo Wojtyla – è soggetto e fine della cultura poiche’ essa consente all’uomo i vivere conformemente alla sua natura e dignità”. Nell’ allocuzione all’UNESCO afferma: “La vera cultura si distingue dalle false ideologie perche’ la prima si fonda sul primato dell’essere, le seconde sulla manipolazione e sul possesso pena il separare la religione dalla cultura. La cultura è ciò per cui l’ uomo in quanto uomo diventa più uomo.” Un umanesimo ateo per Giovanni Paolo II e’ inconcepibile, perché tradirebbe le aspirazioni dell’ uomo. Un etica globale del pensare non esonera dalla ricerca ma anzi la agevola e la sostiene, la orienta senza fermarsi a metà strada. Un’ avventura quotidiana sulle vie del sapere, una continua indagine della verità mediante la ricerca, la conservazione e la comunicazione del sapere per il bene della società. Passione per la verità e per la verità dell’uomo. Ogni scienziato e ogni uomo di cultura ha l’ obbligo – secondo il pensiero filosofico, teologico e culturale del Papa polacco – di “servire di più perché sa di piu’. Per questo lo sviluppo e il progresso umano resta “Cultura”.
Dal discorso di Giovanni Paolo II nella sua visita pastorale all’Arcidiocesi di Sorrento Castellammare il 19 marzo  1992.
“Il contatto con persone di diverse tradizioni e abitudini religiose e sociali interpella necessariamente la vostra identità di credenti. Per questo è indispensabile che vi sentiate apostoli nel vostro quotidiano lavoro, “pronti sempre a rispondere a chiunque vi domandi ragione della speranza che è in voi” (1 Pt 3, 15). Animati da profonda fede, non cedete mai a compromessi ispirati dal desiderio del facile guadagno. Promuovete sempre, in maniera autentica, la causa dell’uomo. Mentre vi sforzate di migliorare e rendere più efficienti i servizi per il tempo libero, non chiudete gli occhi dinanzi a tanti fratelli vicini e lontani, privi ancora del necessario. È forte, infatti, la tentazione di aderire alla “congiura del silenzio”, che, soprattutto nelle località turistiche, cerca di allontanare, o addirittura di rimuovere, il ricordo di chi ha fame, o giace nella miseria, o è senza casa, o è privato dei propri diritti fondamentali. In tale contesto è da incoraggiare lo sforzo di coloro che s’impegnano, non senza sacrifici, a offrire, accanto alla distensione e allo svago, anche concrete opportunità di incontri religiosi e culturali, affinché il turismo diventi preziosa occasione di maturazione umana e spirituale”.

Gaetano Milone

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