SORRENTO, VIA CALA DI PUOLO: UN CALESSE “SBIZZARRITO”

SORRENTO, VIA CALA DI PUOLO: UN CALESSE “SBIZZARRITO”

SORRENTO, VIA CALA DI PUOLO: UN CALESSE “SBIZZARRITO”

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Nell’intenzione dei costruttori nel lontano 1948, nell’immediato dopo guerra c’era la volontà di creare un mezzo economico per il trasporto su brevi distanze simile ed in sostituzione di un calesse ( da quì il nome ape-calessino Piaggio).

A Calata Puolo, nel comune di Sorrento è diventato invece un mezzo di collegamento tra un parcheggio e la Marina di Puolo,non con orari prestabiliti come si fa per le concessioni  (manca qualsiasi autorizzazione) su gomma ma a seconda le “chiamate” e le esigenze dei clienti.

Il tutto lungo un tratto di strada( si fa per dire, stretta e con pendenze pericolosissime) dove i residenti in ottemperanza di un’ordinanza sindacale possono percorrerla con propri mezzi dalle 7 alle 10, dalle 12.30 alle 14,30 e dalle 18.00 alle 07.

“I residenti escono per andar a lavorare- lamenta una delle abitanti della zona – per fare la spesa, per una visita e, Puolo non essendo servita da alcun mezzo pubblico  e lontana chilometri dai più elementari servizi, costringe gli abitanti ad usare auto e moto e, tali esigenze, spesso non  coincidono con le fasce orarie imposte dall’ordinanza, con il rischio effettivo di una muilta di 80 euro”.

E quì casca l’asino! L’ape car, il famoso calesse usato per i collegamenti “continui” lunga la vecchia stradina comunale, fermo restando che svolge servizio a pagamento (testimoniato da testimoni del luogo) e non per beneficenza, è completamente abusivo.

Manca di Scia e di tutte le autorizzazioni per quello che si rileva un vero e proprio servizio di trasporto pubblico. E’ inoltre inquinante, rumoroso e rischioso per gli stessi “viaggiatori” come testimoniato dall’incidente avvenuto ieri durante il “servizio”, con parabrezza in frantumi e lievi escorazioni per gli occupanti.

Eppure le decine di firmatari di una petizione contro l’uso del Servizio di Navetta, inviata il 27 giugno alle Autorità, compreso il Sindaco di Sorrento, aspettano ancora il ripristino della”legalità” in zona. Il tutto a  salvaguardia e tutela dell salute pubblica da fome di inquinamento acustico e atmosferico a causa del famoso “Calesse”, non più a trazione animale ma di “umani,” sordi ad ogni richiamo ed abituati a vivere a “briglie sciolte”

Gaetano Milone

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