SORRENTO: MULTATO CON IL CONTRASSEGNO DISABILE SULLA ZTL.INCOSTITUZIONALE PER LA CASSAZIONE MA NON PER IL COMANDO VIGILI

SORRENTO: MULTATO CON IL CONTRASSEGNO DISABILE SULLA ZTL.INCOSTITUZIONALE PER LA CASSAZIONE MA NON PER IL COMANDO VIGILI

SORRENTO: MULTATO CON IL CONTRASSEGNO DISABILE SULLA ZTL.INCOSTITUZIONALE PER LA CASSAZIONE MA NON PER IL COMANDO VIGILI

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La Cassazione con sentenza civ n.168/2012 stabilisce che è consentita la sosta nella zona a Traffico Limitato (Ztl) alle autovetture che espongono il contrassegno invalidi.

Per i vigili urbani di Sorrento non è così.

Multano un cittadino che parcheggia  la propria auto nel tratto di strada,  a traffico  limitato che va da piazza Tasso, altezza chiesa del Carmine, alla discesa di via Marziale nelle ore di chiusura, e malgrado siano trascorsi 60 giorni dalla richiesta di annullamento in autotutela dello stesso, dal comando fanno sapere che non sono loro i diretti interlocutori per l’annullamento

Però, come il famoso detto che il diavolo fa le pentole ma si scorda di metterci i coperchi, dal giorno del ricorso nessuna altra macchina munita del contrassegno disabili in sosta in quel tratto di strada è stata più multata!

In compenso con una velocità strabiliante tutti gli stalli riservati alla sosta degli invalidi in città vengono assegnati ad personam privando un qualsiasi cittadino in visita a Sorrento della possibilità di sostare e poter senza grossi problemi di movimento visitare la città. Caso emblematico sono i tre posti assegnati ad personam a ridosso del bar Fauno.

A tale proposito va ricordato che il contrassegno per disabili  quando si tratta di persone allettate deve essere revocato così come il guidatore dell’auto con contrassegno deve dimostrare al momento di mettersi alla guida dell’autoveicolo che si sta recando a prendere la persona autorizzata. Chi controlla il controllore?

Questo anche per  un senso di giustizia verso le persone con difficoltà di deambulazione (e sono tante anche in città) che non possono muoversi lungo le strade cittadine.  Ma soprattutto perchè lo prescrive la legge.

Gaetano Milone

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