Sant’Agnello, abbattuto il pino della piazzetta Sagristani ai Colli di Fontanelle.

Sant’Agnello, abbattuto il pino della piazzetta Sagristani ai Colli di Fontanelle.

Sant’Agnello, abbattuto il pino della piazzetta Sagristani ai Colli di Fontanelle.

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Lo rende noto ancora una volta, dopo una segnalazione dei cittadini,  il Wwf Terre del Tirreno. Per la nota Associazione ambientalista tagliare alberi in penisola sorrentina  è divenuto ormai un bancomat per ditte ed agronomi. Un settore che non parrebbe  conoscere crisi.  

Sant’Agnello – “Ancora un pino domestico, uno di quelli grossi e belli, facenti parte a pieno titolo del paesaggio che, ricordiamolo, sarebbe tutelato dall’art. 9 della Costituzione che non parla di natura o di ambiente, ma di paesaggio sì… dedicandogli un intero articolo della carta costituente! Il “sarebbe” è d’obbligo visto che lo Stato ha ormai delegato tale nobile compito non già alle istituzioni ma ad una categoria di professionisti privati con la laurea in agronomia o scienze forestali.” Tale la dichiarazione di Claudio d’Esposito, Presidente del Wwf Terre del Tirreno dopo aver constatato l’ennesimo scempio al territorio sorrentino. Stavolta la segnalazione, pervenuta dalla cittadinanza, è relativa  “ad un blitz vero e proprio che ha visto come obbiettivo l’abbattimento di un Pinus pineadi notevoli dimensioni, posto al confine con la via Nastro Azzurro. Un’albero, si stima di circa 70 anni di età, che appariva in ottimo stato di salute e con chioma rigogliosa, era chiaramente visibile da chiunque transitava sulla strada statale e faceva indiscussamente parte del paesaggio e della geografia dei luoghi.”dichiara d’Esposito

Stando alle prime indiscrezioni sarebbe sparito a seguito di una nota inviata dall’ANAS al proprietario in relazione al potenziale pericolo rappresentato dall’albero che vegetava vicino alla carreggiata. I volontari del WWF giunti sul posto, nel tardo pomeriggio del 14 novembre, non hanno potuto far altro che constatare la scomparsa del grosso pino. Al suo posto un astone di ulivo di pochi centimetri di diametro e l’area circostante all’aiuola, delimitata da una staccionata in legno e da una pergola, completamente cementata e utilizzata come parcheggio per autoveicoli.

Il WWF, accertata la sostanziale modifica dello stato dei luoghi, ha inoltrato un esposto alla Procura della Repubblica di Torre Annunziata, al Soprintendente per l’area metropolitana di Napoli, ai Carabinieri Forestali di Castellammare di Stabia, alla Polizia Locale e al Responsabile dell’Ufficio Tecnico di Sant’Agnello, in relazione al danneggiamento di bellezze naturali secondo quanto definito dall’art.1 sexies della L. 431/85 e dalla L. 1497/39, chiedendo di accertare se per l’eliminazione dell’esemplare arboreo in oggetto sussistevano tutte le autorizzazioni richieste dalla legge.

Ed è così che sparisce per sempre, dalla piazzetta Carlo Sagristani di Sant’Agnello, inaugurata nel 2008 e intitolata al fratello dell’attuale primo cittadino, un altro pezzo della nostra recente storia. “Anche stavolta nessuno sembra aver visto nulla?” -si chiedono dal Wwf -“Eppure in quella piccola frazione sono diversi gli esponenti facenti parte della compagine politica legata al governo della città”.  Con l’ennesimo sfregio al patrimonio arboreo del nostro territorio, secondo  d’Esposito: “pare che la millantata tutela degli alberi a Sant’Agnello (unico comune dove vige un valido Regolamento per la Tutela del Patrimonio Arboreo che disciplina la materia) sia ormai roba del passato? Non vogliamo crederci!” Purtroppo come in altri comuni della penisola  lascia intendere d’Esposito – “nell’ottica di scaricare ogni responsabilità, si sta lasciando agli agronomi privati di decidere sulla tutela degli alberi, dell’ambiente, del paesaggio e della nostra stessa salute! Tali professionisti “del ramo” con una semplice perizia, talvolta di poche righe, superficiale o fatta col copia & incolla, più che da “medici delle piante” troppo spesso si comportano, ahinoi, da avvocati pronti a perorare la causa di questo o quel committente! E’ sufficiente, nelle perizie, compilare una casella con la lettera “D” per classificare un esemplare arboreo nella massima classe di rischio e condannarlo a morte senza diritto di replica! Una volta eliminata la pianta e fatta sparire la legna chi è che andrà mai a controllare?”

“Inoltre” – aggiunge il presidente del Wwf Terre del Tirreno –  “appena stabilito il ‘temuto pericolo’ è facile andare in deroga ad ogni vincolo o norma sovraordinata dimenticandosi, volutamente, cosa dice realmente la legge e commettendo, di fatto, un reato. Così facile che le ditte esperte nell’abbattimento degli alberi, con cestelli elevatori e potenti motoseghe, crescono come i funghi in tutta Italia e lavorano alacremente ormai da anni, con somma gioia dell’industria del legno, del pellet e della biomassa e buona pace del nostro sempre più precario patrimonio arboreo.”  – 15 novembre 2020 – salvatorecaccaviello

Salvatore Caccaviello

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