Blu Partenope, in libreria il capolavoro di Marco/Scarlet

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Arriva con il suo secondo romanzo nelle librerie italiane e negli store digitali l’eclettico autore Marco Iannaccone/Scarlet Lovejoy. Un doppio nome per definire una personalità assolutamente non convenzionale, un lato maschile e uno femminile per dire no ai binarismi, alle etichette e alle prigioni degli schemi rigidi. Un artista a tutto tondo, un creativo puro che nella scrittura trova solo una delle tante modalità di espressione del suo ego complesso, assieme alla fotografia, alla pittura, alle performance, alla recitazione, ai video da lui ideati, diretti e interpretati, alle seguitissime pagine social, all’astrologia e cartomanzia, di cui è grande esperto e cultore. Il nuovissimo romanzo, “Blu Partenope”, uscito il 26 novembre 2021, è edito da una piccola e nuova casa editrice, la Sága Edizioni, nella collana Thalia. Esce dopo pochi mesi dal primo, “Domani non è un altro giorno”, con la casa editrice “Les Flaneurs”, che però era stato scritto nel 2004. In qualche modo ne rappresenta la continuazione perché la protagonista del primo è un’adolescente e quella dell’ultimo una trentenne, quasi a testimoniare l’evoluzione e la maturazione di Marco/Scarlet in questi 17 anni. La trama, particolarmente accattivante, è quella di un fantasy moderno. La protagonista, Blu, è un personaggio di una verità e autenticità profonde. Sincera, emotiva, spontanea, impetuosa, leale e sognatrice, vive con dolore il degrado della sua città, Napoli, che ama con tutta l’anima. Ma l’amore, l’amicizia, la fedeltà a se stessa la fanno evolvere verso la rivincita e il riscatto. Il tutto è raccontato in modo delirante e surreale, in un susseguirsi atroce di colpi di scena, invenzioni assurde, sorprese inaudite, ironia senza fine. Non senza però un pizzico di malinconia. Non a caso Marco ama definire il suo genere come: “malincomico”: malinconico e comico al tempo stesso.

Tanti i temi portanti di questo romanzo.

Il primo secondo me è l’importanza di essere se stessi. Blu e i suoi amici del cuore non hanno timore di esprimere il proprio “io”, sebbene originale, anticonformista e diverso, per non esporsi alle opinioni altrui, al rifiuto o al giudizio negativo della società, a vedersi il dito puntato contro da familiari, amici, conoscenti, persone che vogliono condizionarli a soggiacere ai modelli preconfezionati, alle regole e alle convenzioni che li omologhino alla massa. Accettano con coraggio il rischio e le conseguenze di essere se stessi, umani e imperfetti, e spingono anche le persone a loro prossime, come la zia e la cugina di Blu o il preside della sua scuola, ad abbandonare alla fine il velo di ipocrisia di cui hanno rivestito la loro esistenza per compiacere gli altri, per vivere finalmente con pienezza e anche maggior benessere, anziché inseguire una triste cultura dell’apparenza, schiavi del miraggio di essere accettati per quello che non si è. Perché, nella vita, per quante maschere si possano indossare, prima o poi cadranno tutte: non si può mettere a tacere il vero io per sempre. Blu e i suoi amici ci lanciano l’impareggiabile messaggio che ognuno di noi è unico e ha il diritto e il dovere di difendere la sua unicità.

Un altro tema che emerge è il disagio della generazione dei trentenni di oggi, schiacciata tra disoccupazione, precarietà, ingiustizie e diritti negati, crisi globali, difficoltà a costruire relazioni affettive stabili e crearsi una famiglia propria, dipendenza a oltranza dai genitori. Con conseguenze tremende in termini di stress, senso di solitudine, delusione e fallimento, dipendenza da sostanze e dalla rete, quando non vero e proprio malessere mentale. Ma l’autore non smette di credere che ci sia una speranza e lascia intendere che questa risieda nella capacità individuale di rimettersi in gioco e reinventarsi ogni volta daccapo.

La bellezza di Napoli, l’amore per questa città e il dolore per le condizioni in cui è abbandonata da tutti è un altro tema portante del libro. Marco non si nasconde che Napoli sia città difficile e sofferente, piena di contraddizioni, costantemente oltraggiata nella sua dignità, ma non perde occasione di rimarcare quanto sia bella, con un potenziale altissimo e impareggiabile di natura, storia, cultura, teatro, arte, musica, gastronomia, energia e creatività che ne fanno patrimonio mondiale dell’UNESCO. Il romanzo auspica fortemente una catarsi di questa città. Accanto a Napoli, il romanzo porge omaggio a Procida, vista come il sogno, la terra ricca di fascino, luce e amore che non a caso sarà capitale della cultura nel 2022.

Un altro tema che si impone al lettore, pur se con la chiave dell’ironia e del paradosso, è quello della dilagante cultura dell’illegalità. Solo quando diviene la donna del boss della camorra, Blu può aspirare a veder rispettati i suoi diritti di persona, di lavoratrice e di cittadina. E’ purtroppo il messaggio che inquina le menti di quella fetta di popolazione che non si sente tutelata dallo Stato, ma dalla malavita organizzata. Un messaggio che alimenta la convinzione che l’illegalità sia la scorciatoia per risolvere i problemi. La denuncia del romanzo è un grido di dolore per il rispetto dei valori umani, morali e civili schiacciati da una mentalità fondata su violenza, arroganza, prepotenza, slealtà, abuso e prevaricazione.

Infine, uno dei temi più belli del romanzo è la celebrazione del valore e della forza dell’amicizia. Blu condivide esperienze, sentimenti, aspirazioni, gioie, dispiaceri, ansie, vittorie con gli amici del cuore traendone confronto, sostegno, conforto, forza. Il messaggio che più ho amato di questo romanzo è che gli amici, quelli veri, sono colonne irrinunciabili nel percorso della vita di ogni essere umano.

Carlo Alfaro

Carlo Alfaro

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