CASTELLAMMARE DI STABIA COOP.TEATRO CAT. OMAGGIO ALL’ARTE DI CIRO MADONNA Teatro & Cultura di Filo Varvo

CASTELLAMMARE DI STABIA COOP.TEATRO CAT. OMAGGIO ALL’ARTE DI CIRO MADONNA Teatro & Cultura di Filo Varvo

CASTELLAMMARE DI STABIA COOP.TEATRO CAT. OMAGGIO ALL’ARTE DI CIRO MADONNA Teatro & Cultura di Filo Varvo

COOPERATIVA DI TEATRO C.A.T. DI CASTELLAMMARE DI STABIA
I SUOI PRIMI 50 ANNI

Castellammare di Stabia. La Cooperativa di Teatro C.A.T. festeggia i suoi primi 50 anni omaggiando Ciro Madonna. Ven. 16 febbraio alle 21.00 e ven. 2 marzo alle 19.00 “‘O gliuommero” (dal dialetto, il gomitolo) di Ciro Madonna, sarà in scena al teatro CAT in via dei Mugnai 34.
Due appuntamenti con la tradizione più preziosa e verace del patrimonio artistico del drammaturgo Ciro Madonna, grande talento stabiese, a distanza di 27 anni dalla sua scomparsa.
In scena con i fratelli Celoro, due attori storici: Agostino Di Somma e Luca Izzo.
Il Centro Attività Teatrali, dal ‘76 Cooperativa di Teatro, ai più noto come C.A.T. di Castellammare di Stabia, fu fondato nella fiorente Città stabiese, da Ciro Madonna ed Italo Celoro nel 1968.
Nato nel Circolo Artistico cittadino , il CAT fu fin dai suoi albori frequentato da affermati attori, pittori e poeti non solo stabiesi, accreditandosi punto di riferimento culturale dell’intera provincia a sud di Napoli; giunse alla ribalta dei teatri nazionali per circa un trentennio sotto la magistrale direzione artistica del compianto Ciro Madonna (1934-’91), riconosciuto tra i maggiori appassionati conoscitori del teatro di Viviani (nel 1985 gli fu assegnato il Premio Internazionale Sirena per il Teatro “in special modo per la diffusione della figura e dell’opera di Viviani”!), e con preziosi riferimenti quali Domenico Rea, Ettore De Mura, Tecla Scarano – attrice che aveva debuttato proprio con Viviani – e Vittorio Viviani, figlio del drammaturgo Raffaele.
L’attuale Presidente, dopo Ciro Madonna ed Italo Celoro, è il figlio di Italo, Sergio, che con la sorella Marcella e l’equipe storica della Cooperativa di Teatro, continua a portare avanti lavori, studi e ricerche dedicate alla figura ed all’opera dell’illustre drammaturgo. (E non dimentica ‘a battaglia di Italo: far dedicare un Teatro Comunale a Raffaele Viviani!). Nel corso di 50 anni di attività teatrale, il C.A.T. ha messo in scena circa 20 opere di Viviani e quasi tutte le più importanti produzioni di lavori teatrali nazionali di Viviani degli ultimi 20 anni, hanno visto, tra i protagonisti, attori di questa equipe stabiese. Lavori e ricerche minuziose che caratterizzano i tempi e la storia della Cooperativa CAT, ormai da tempo consacrata quale luogo di culto, scuola di nicchia in cui rivivere indimenticabili giganti dell’Arte tra ombre e pennellate, tinte tenui, specchi e tendaggi: un salotto culturale d’altri tempi, lontano dal clamore, lontano dalle tentazioni facili, quello che troviamo in via dei Mugnai 34, poco distante da Marina di Stabia.
I locali del Teatro C.A.T. coprono una superficie di circa 1000mq: vi troviamo un foyer, 2 sale teatrali, un bar, un laboratorio di scenografia, un laboratorio di costumistica e sartoria teatrale, un giardino d’inverno… Gli spettacoli della Compagnia Stabile del CAT e la scuola di formazione teatrale sono attività già in corso da anni; ad esse si affiancheranno una selezione di spettacoli di compagnie esterne, un Festival del teatro amatoriale ed attività innovative quali feste teatralizzate (ad es. di compleanno, ecc.) – un format che piace ad adulti e bambini –, uno spazio adibito a biblioteca per ragazzi in cui periodicamente saranno allestite animazioni teatrali ispirate ad un testo di volta in volta scelto. Ed ancora: laboratori e mostre d’arte, letture e presentazioni di libri.
Insomma, spazi ampi per il polo culturale C.A.T.; spazi ampi per contenere tanti nuovi progetti in cantiere, uno spazio teatrale attrezzato aperto ad altre compagnie con un progetto di spettacolo, uno spazio di libero confronto tra cittadini, di partecipazione attiva alla vita sociale e culturale. Uno spazio aperto e democratico.
Filomena Varvo

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