ADDIO A GUIDO CERONETTI: UN INTELLETTUALE SCOMODO CON UN AMICO SPECIALE

ADDIO A GUIDO CERONETTI: UN INTELLETTUALE SCOMODO CON UN AMICO SPECIALE

ADDIO A GUIDO CERONETTI: UN INTELLETTUALE SCOMODO CON UN AMICO SPECIALE

Lo scorso 13 settembre, nella sua casa in provincia di Siena, si è spento a 91 anni Guido Ceronetti: un intellettuale “contro”, un professionista della parola (scritta e vissuta) che divideva con le sue idee, spesso fuori dal comune. Era nato nel 1927 nei pressi di Torino e si era segnalato si dalla fine degli anni’40 come pubblicista e traduttore di testi classici: aveva ben presto abbracciato la poesia, pubblicando raccolte di successo, in massima parte edite da Einaudi. Ma nonostante il marxismo einaudiano del periodo, Ceronetti si era sempre distinto per le posizioni scomode e  idee controverse: muovendosi tra numerose forme di scrittura, si era avvicinato anche alla saggistica, schierandosi contro l’uccisione e la tortura degli animali (lui era vegetariano tra l’altro), la distruzione dell’ambiente naturale e l’inquinamento. Ma solo scrivendo Ceronetti poteva guadagnarsi da vivere: collaborando con quotidiani, dalla Stampa al Corriere della Sera, raggranellava ciò che serviva per vivere, non mancando di viaggiare e di sperimentarsi a teatro, come attore e regista, persino di marionette. Un intellettuale capace anche di guardare con occhio disincantato il male: era arrivato persino a difendere Erich Priebke (nazista e responsabile del massacro delle Fosse Ardeatine a Roma), definito soltanto “un funzionario finito nell’ingranaggio” e instaurando con lui una lunga corrispondenza. Se n’è andato dunque un pezzo della cultura italiana del secondo dopoguerra: ma non tutti sanno che negli ultimi 10 anni, le sofferenze spirituali di Ceronetti sono state alleviate da un amico sincero e ammiratore convinto, originario della Penisola Sorrentina. Si tratta del dott. Nicola di Martino, titolare della Farmacia di Sant’Agata sui Due Golfi, ma soprattutto uomo di cultura: di una cultura in continuo dialogo con la realtà e con la politica. Il dott. Nicola è perfino corso a Siena, al capezzale di Ceronetti, quando la fine stava ormai avvicinandosi: “grazie Nicola, grazie Nicola”, con queste parole il commiato del grande intellettuale dall’amico napoletano. Un modo per rinsaldare un rapporto prima della tragica parola “fine”, ma anche per ringraziare uno degli ultimi “ceronettiani” d’Italia.

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