Lo scrittore Giuseppe Petrarca prossimo ospite del Cineform Endas a Villa Fondi

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Chiude alla grande mercoledi 28 agosto alle 20,30 a Villa Fondi a Piano di Sorrento il Cineforum del Circolo Endas Penisola sorrentina onlus, l’associazione culturale più longeva della Costiera (since 1983): quattro appuntamenti nell’intero mese di agosto, a cadenza settimanale, che hanno fatto registrare tutte le sere pienone di pubblico in ogni ordine di posti. Giunta all’ineguagliabile traguardo della 36 esima edizione, la rassegna cinematografica “Incontri al buio… sotto le stelle” viene curata dal direttivo Endas, la presidente Adele Paturzo, il direttore artistico Antonio Volpe e il responsabile eventi Carlo Alfaro. Media partner della riuscita rassegna, con foto, video e le magliette esclusive dipinte a mano per il conduttore, Mda Set Comunications di Lina e Michele De Angelis, ineguagliabili maestri a tutto tondo dell’arte. Il successo dell’evento Endas si inserisce nel solco del precedente ciclo condotto nel mese di luglio con uguale riscontro dall’Unitre Piano di Sorrento con Ambrogio Coppola, presente anche ad ogni serata dell’Endas. Oltre all’interesse dei film, selezionati dal prof. Volpe tra i titoli più significativi dell’ultimo decennio, ha molto coinvolto il pubblico il salottino letterario a contorno della proiezione, con ospite ogni volta, in qualità di opinionista, di un intellettuale di spicco con il quale Carlo Alfaro ha discusso anche della sua produzione letteraria. Dopo Anna Bartiromo, Anna Maria Gargiulo, Augusto Maresca, è atteso nell’albo d’oro del salotto letterario della rassegna “il signore dei medical thriller”, lo scrittore napoletano Giuseppe Petrarca, che il grande successo di critica e pubblico dei suoi romanzi e racconti hanno reso uno dei più interessanti talenti emergenti nel panorama narrativo nazionale. La sua vocazione narrativa lo spinge a indagare con i suoi lavori le profondità più oscure dell’animo umano e della società attuale. Petrarca è oggi uno dei massimi esponenti italiani del “thriller medico”, il sottogenere letterario del thriller incentrato su tematiche di tipo scientifico- biologico. Petrarca, persona di grande spessore umano e culturale, dotato di conoscenze vaste e raffinate e insospettata padronanza anche su argomenti lontani dalle sue competenze professionali, vive a Napoli dove si occupa, per un primario gruppo assicurativo, della valutazione tecnica dei rischi nell’ambito della prevenzione e protezione della sicurezza per le piccole e medie aziende; è anche impegnato attivamente nel sociale come sostenitore di numerose iniziative in campo umanitario, tra cui la collaborazione con Medici Senza Frontiere, e compone musica. Pregi di Petrarca, che lo mettono di diritto nella scala dei grandi di questo genere letterario: la scrittura agile e appassionante, in cui ogni parola è scelta e soppesata; la costruzione attenta delle trame, ricche di pathos e sviluppate con ritmo incalzante degno di una sceneggiatura cinematografica, in un abile crescendo di emotività e suspense; il tratteggio di personaggi vividi e palpitanti; la capacità di denuncia di verità nascoste e scottanti; il farsi interprete del senso di impotenza e sospetto dell’opinione pubblica dinanzi a decisioni e orientamenti dei poteri forti il cui senso sembra sfuggire alla massa; gli spunti di discussione e riflessione su tematiche attualissime e irrisolte che ogni sua narrazione sa aprire. L’autore ha spiegato, in un’intervista di qualche anno fa: “La mia ambizione è cercare di raccontare gli ultimi, i sofferenti. Farlo con garbo senza tracciare pagine di dolore estremo. Farlo perché i nostri occhi non sono più abituati a guardare il Male, troppo distratti da mille altri egoismi. Ma il Male va raccontato, dobbiamo aprire gli occhi anche su realtà che restano nell’indifferenza di tutti. Se è vero che scrivere ci rende liberi, ritengo che la scrittura non debba rimanere sterile esercizio di virtuosismo per ostentare le nostre abilità. Chi scrive non deve guardarsi allo specchio per compiacersi. Un autore ha il compito di arrivare dritto al cuore del lettore mettendo passione e autenticità”. I romanzi di Petrarca seguono il filo delle indagini del commissario Cosimo Lombardo, bellissima figura umana con la sua caparbia volontà di sgominare il male attraverso un meticoloso lavoro investigativo e un profondo intuito e la sua immensa, disarmante umanità, focalizzata dall’autore nell’intimo della sua personalità ricca e complessa. Cosimo Lombardo è un uomo interiormente macerato, ma anche con una sensibilità interiore di prim’ordine che gli dà le antenne per intercettare la malvagità e l’ambizione degli animi umani. La profondità della sua figura e delle sue osservazioni consente alle opere di Petrarca di innestarsi sì nella miglior tradizione dei medical thriller internazionali, ma con tali addentellati alla realtà contingente da renderli anche romanzi sociali. L’esordio letterario di Petrarca è targato 2013, con “Inchiostro rosso” (ripubblicato in una nuova edizione, visto il successo di pubblico e critica e i premi raccolti): una fosca storia di respiro internazionale, ambientata tra Milano e Zurigo, tra inquietanti malattie genetiche rare e occulti affari o illeciti traffici perpetrati nel fitto intreccio di potere delle lobby delle multinazionali farmaceutiche, immaginate come capaci di manipolare persone e salute pubblica condizionando la scelta di indagini, farmaci e terapie in base a strategie commerciali che seguono logiche di mero guadagno, a discapito delle effettive esigenze terapeutiche degli ammalati, tra cui il protagonista, Davide ventiseienne milanese, che, costretto sulla sedia a rotelle da una devastante e misteriosa patologia degenerativa dei muscoli, trova riscatto nella passione per la lettura e scrittura, che, attraverso una serie incalzante di colpi di scena, lo conducono a svelare, in un finale a sorpresa dal risvolto amaro, l’enigma della sua malattia. Con “Corpi senza storia” (Homo Scrivens, Dieci, 2016) Petrarca sposta il focus nella realtà del disagio mentale, con i suoi inappropriati trattamenti e la giungla delle sperimentazioni farmacologiche, talvolta spregiudicate, che possono presentare impatti catastrofici sugli esseri umani. La caccia a uno spietato assassino seriale, reo di tre omicidi e del rapimento del professor Verratti, insigne psichiatra che tra i propri pazienti annovera alcuni potenti politici, diventa per il commissario Cosimo Lombardo occasione di un viaggio ad alta tensione nella perversa volontà, da parte di poteri occulti e senza scrupoli, di esercitare sui corpi degli ammalati di mente un controllo manipolatorio e crudele. “L’avvoltoio. La nuova indagine del commissario Lombardo”, edito nel 2018 da Homo Scrivens di Napoli (Collana Dieci), affronta due intricate vicende: un traffico d’organi gestito da un’organizzazione criminale internazionale che non esita a operare anche su bambini inermi e una violenta epidemia nel campo di accoglienza di Cala Manenti in Sicilia. Lombardo scopre che l’epidemia è di natura dolosa, allo scopo di dirottare gli immigrati in una struttura gestita da soggetti mafiosi collusi con esponenti del ceto politico locale, con l’apporto di insospettabili medici spinti da sete di denaro e sotteso razzismo. Ancora una volta, le pagine dell’autore dipingono un mondo spietato dove persone che dovrebbero governare e proteggere vite umane, soprattutto i deboli e gli ultimi, ne diventano i carnefici, trattando gli uomini, le donne e i bambini in loro potere come una merce tra le altre merci, protetti dalla “parte buia” delle istituzioni del sistema socio-sanitario, che agiscono da “terminali” del potere politico del malaffare e della criminalità, che domina, al di sopra della legge statuale e del diritto internazionale, le vite degli esseri umani in vaste aree dell’intero Pianeta.

Carlo Alfaro

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