L’UMANITA’ PERDUTA: LA NOSTRA ASL NAPOLI 3 SUD E IL CANCRO. UN RAPPORTO IN CHIAROSCURO

L’UMANITA’ PERDUTA: LA NOSTRA ASL NAPOLI 3 SUD E IL CANCRO. UN RAPPORTO IN CHIAROSCURO

L’UMANITA’ PERDUTA: LA NOSTRA ASL NAPOLI 3 SUD E IL CANCRO. UN RAPPORTO IN CHIAROSCURO

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Prevenzione, prevenzione e prevenzione: queste le parole d’obbligo emerse giovedì 18 ottobre scorso a Massa Lubrense, dove il gotha della sanità locale ha presentato i dati estrapolati dal Registro Tumori della nostra ASL. Cifre ferme al 2015, come emerso dalla relazione del dottor Mario Fusco, ma davvero sorprendenti: rispetto ai 59 comuni che comprendono la nostra immensa ASL Napoli 3 Sud (più di un milione di residenti in questa macro area), la Penisola Sorrentina spicca per l’assenza di un “eccesso di rischio”. Più precisamente per Massa Lubrense, teatro dell’incontro grazie all’impegno della dottoressa Sonia Bernardo, la mortalità da tumori maligni si è assestata su circa il 30%, restando di gran lunga inferiore, secondo il dott. Fusco, a quella derivante da problemi cardiocircolatori. Un sfilza di dati georeferenziati dunque che sembra però stridere con la percezione che ognuno ha di questa implacabile e gravissima malattia: non contestiamo la parola dei tecnici, per l’amor di Dio, ma si resta quasi di stucco ascoltando che, in alcune frazioni massesi, l’ASL ha censito in alcuni anni solo 2-3 casi di neoplasie maligne. Ciò cozza perfino con la memoria degli eventi che sviluppiamo: ma lasciamo stare le fredde cifre, che ovviamente un lettore interessato potrà rintracciare nel dotto e particolareggiato articolo di Ciriaco Viggiano dal titolo “In Penisola Sorrentina il cancro fa meno paura”, apparso sulla testata web Tuttosanità (https://www.tuttosanita.com/in-penisola-sorrentina-il-cancro-fa-meno-paura/). Ciò che ci duole sottolineare è il senso di scarsa umanità che aleggia intorno a questi temi: i medici presenti per ben tre ore hanno speso fiumi di parole glorificando e celebrando percorsi di screening oncologici che in altre parti d’Italia sono realtà già da anni. Il tutto senza ascoltare il grido di dolore di molti malati presenti nella Sala delle Sirene, ai quali forse servirebbe anche uno sfogo al dolore di fronte alla durezza e alla cattiveria del cancro. Invece nulla: un arroccamento sulle buone intenzioni, di cui peraltro è “lastricato anche l’inferno”. Sui social molti hanno parlato di “bullismo istituzionale”: forse sarebbe più appropriato parlare di scarso senso d’umanità. Una ASL che impiega due mesi a sostituire un mammografo (parole della dottoressa Anna Esposito) e che fatica ad attivare percorsi specifici per le malattie oncologiche (eccezion fatta per il tumore al seno e per quello al colon)deve forse ripensare la sua “mission” e riportare al centro del discorso il malato, con le sue esigenze e il suo dolore. La buona volontà spesso non basta: alla dottoressa Antonietta Costantini, direttrice generale dell’Asl Napoli 3 Sud, facciamo un appello: come ha scritto il cardiologo bolognese Gabriele Bronzetti: “chi sa solo di medicina, non sa niente di medicina” .

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