Piano di Sorrento, il Teatro delle Rose presenta:”La gioia del vangelo nella compagnia degli uomini”

Piano di Sorrento, il Teatro delle Rose presenta:”La gioia del vangelo nella compagnia degli uomini”

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Il Teatro delle Rose presenta il convegno pastorale diocesano delle arcidiocesi Sorrento-Castellammare di Stabia. Il tema dell’incontro è la finalità dell’uomo e l’affermazione del vangelo nelle sue azioni. Ad intervenire al dibattito vi sono le ingenti figure del magistrato Maria Concetta Criscuolo, del docente di teologia presso la Facoltà dell’Italia Meridionale di Napoli-Posillipo: Giuseppe Guglielmi e il filosofo, mediatore di posizioni marxiste, uomo politico e autore di molteplici saggi: Massimo Cacciari. Nel clima religioso della serata, prende la parola il magistrato Maria Concetta Criscuolo, la quale crea spunto di riflessione con la domanda:”dov’è l’uomo oggi?”. Ci conduce, grazie alle sue parole in un viaggio attraverso la stagione novecentesca, epoca in cui si ebbe l’estinzione degli imperi e la conseguente affermazione dei diritti polarizzando la vita dell’uomo al processo della globalizzazione. La sua tesi, ha come figura cardine quella dell’uomo il quale, deve elaborare una visione “santa” del divino, la quale instaura relazione con Dio e ci esorta a congiungerci con il prossimo. Il teologo Giuseppe Guglielmi, ha l’occasione di condurre la nostra attenzione nel focalizzarsi su che tipo di uomo fosse Gesù. Servendosi delle teorie del teologo tedesco, nato a Colonia, Christoph Theobald, ramifica il proprio concetto sullo stile di vita di Gesù il quale è plurale ai nostri modi di abitare il mondo sostenendo che il Nazareno inducesse nei coloro che incontrava due momenti: l’ospitalità  e l’affetto che dal subconscio sgorgava nell’amore immediato e puro. Di matrice meno teologica ma di grande impatto emotivo si mostra la riflessione del filosofo massimo Cacciari. L’uomo, è “una pecora senza pastore” in cui il demagogo rifiuta di accompagnare il percorso di crescita dell’individuo. La brutale accelerazione economica, politica e tecnologica ha condotto alla sedentarizzazione dell’emotività, premiando la mera figura del singolo che abiura l’anima e la collettività marcando l’egoismo e conducendo negli abissi della meschinità l’uomo.

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