Andrea Agnelli. LaPresse

Andrea Agnelli. LaPresse – Fonte Gazzetta

 Incredibile ma vero…pena lieve e scontata!!!
Dopo tante parole e fiumi di chiacchiere sprecate su fatti certi i  e polemiche circa il comportamento di un presidente di calcio  nelle relazioni con  tifosi per il bagarinaggio, tutto termina con una bolla di sapone.
multa di 100 mila euro e si chiude una pagina più nera che bianca per una società prestigiosa sempre alle prese con gestioni societarie discutibili.
I colleghi della Gazzetta sul caso Agnelli di seguito ci danno le informazioni circa il provvedimento e il giudizio di secondo grado.
Pena esaurita oggi, dopo meno di tre mesi: il secondo grado del processo sportivo sul caso biglietti alla Juve ha ridotto l’inibizione al presidente Andrea Agnelli. Dai dodici mesi del primo grado di giudizio, la Corte federale d’appello ha diminuito sensibilmente la precedente condanna al presidente bianconero. Il tema è sempre quello dei rapporti non consentiti con i tifosi nell’ambito della vendita dei biglietti per lo Stadium e del bagarinaggio di ultrà che in un successivo momento si è scoperto essere associati della ‘ndrangheta Nel dispositivo emesso nel pomeriggio di oggi, oltre all’esaurimento della condanna per Agnelli, è stata però aggiunta una multa di 100 mila euro per il presidente.
CURVA CHIUSA — Punita, però, la Juve in quanto club: 600 mila euro di multa e un turno con la curva sud dello Stadium chiusa, ma con decorrenza dal 2018 (sarà per Juve-Genoa del 25 gennaio, non per la partita con la Roma di sabato prossimo). I bianconeri vedono accolto il ricorso anche per gli altri due dirigenti, Stefano Merulla e Alessandro D’Angelo: la loro posizione non è stata considerata giudicabile nell’alveo della giustizia sportiva. Unica squalifica a rimanere in piedi quella di Francesco Calvo, ex addetto al marketing, che dopo la rottura col club e con Agnelli si è accasato al Barcellona e ha presentato un suo ricorso alla decisione sportiva di primo grado.
PECORARO AMARO — “Questa sentenza è un brutto precedente. Si è voluta monetizzare la sanzione”, lascia intendere con amarezza il procuratore federale, Giuseppe Pecoraro, che per Agnelli aveva sempre richiesto la pena esemplare di 2 anni e mezzo di inibizione. Il capo della Procura Figc si era speso molto sulla vicenda, ritenendo che sussistessero i presupposti per connotare un reato sportivo per i pacchetti di biglietti venduti agli ultrà in numero assai superiore al consentito, ma soprattutto aveva sempre sostenuto la conoscenza da parte di Agnelli dell’appartenenza criminale degli ultrà-bagarini arrivati a dialogare col club. Questo dettaglio, però, è stato già escluso in maniera netta in sede di giustizia ordinaria: il tribunale di Torino, che aveva condannato per associazione mafiosa Rocco Dominello nel processo Alto Piemonte, aveva considerato i bianconeri solo come dei testimoni.