SORRENTO: DA MARINA GRANDE UN MESSAGGIO PER LA TUTELA E SALVAGUARDIA DELL’AMBIENTE MARINO

SORRENTO: DA MARINA GRANDE UN MESSAGGIO PER LA TUTELA E SALVAGUARDIA DELL’AMBIENTE MARINO

SORRENTO: DA MARINA GRANDE UN MESSAGGIO PER LA TUTELA E SALVAGUARDIA DELL’AMBIENTE MARINO

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Sorrento – Una nuova coscienza ambientalista, a macchia d’olio, è il caso di dirlo, sta invadendo le coste della penisola sorrentina ed in particolare si sta facendo largo tra le nuove generazioni, a cui sta a cuore la tutela e salvaguardia dei fondali marini, fino a poco tempo fa pattumiera del cittadino distratto, superficiale, abituato a liberarsi di tutto il superfluo nelle acque del mare.

Un’abitudine innata per molti, eredi di una cultura per cui il mare assorbe tutto e “nasconde” tutto. Poi come nelle favole a lieto fine succede qualcosa. … . Carlo Pane, tanto per fare qualche nome e nessuno me ne voglia, apneisti dell’Associazione Poseidone, Toni Maresca, sommozzatore della Guardia di Finanza per professione ma “volontario” per mestiere, affiancano in silenzio ma con una operatività formidabile, consolidate Associazioni di livello nazionale per procedere finalmente ad una razionale, faticosa pulizia dei fondali marini per ricostruire un habitat naturale per flora e fauna e ridarli alla libera fruizione dei nostalgici del bagno nell’azzurro incontaminato di un mare caro alle Sirene che lo scelsero come propria incantata dimora.

Al timone di questo “piratesco” vascello in navigazione da Marina Piccola a Marina Grande, alla sempre affascinante e misteriosa “Regina Giovanna” un politico atipico, innamorato della sua Sorrento, la terra che l’ha generato figlio benemerito insieme ai tanti volontari che l’affiancano, Luigi di Prisco. Alle silenziose e “furtive” immersioni con il recupero di rifiuti di ogni genere, antiche suppellettili, reti e nasse abbandonate, grossi copertoni, sedie e vecchie sdraio fa da teatro e cassa di risonanza la silenziosa e spesso colpevole presenza degli abitanti della zona e da curiosi di passaggio. Si cominciano a costruire le “coscienze”. I giovani si interrogano, gli adulti spesso non sono in grado di dare una risposta sul perchè di tali ataviche e ingiustificabili abitudini. I cumuli di rifiuti recuperati dal mare testimoniano un oltraggio all’ambiente in cui si vive e da cui in molti traggono sostentamento economico.

Si incominciano a formare le coscienze. Ai primi volontari se ne aggiungono altri, nelle scuole si parla di tutela dell’ambiente e cosi in famiglia.

Sabato 15 settembre, sono passati pochi anni, durante l’operazione “Puliamo il mondo”, realizzata non a caso a Marina Grande con l’ennesima pulizia dei fondali, voluta da Legambiente in collaborazione con l’Area Marina Protetta “Punta Campanella, la società “Penisola verde” e con la partecipazione del Nucleo sommozzatori della Guardia di Finanza di Nisida, i sub della Guardia Costiera, il centro subacqueo di Torre del Greco, l’Associazione Jacques Cousteau, l’Associazione Ercosub, la Croce Rossa Italiana sub, comitato di Ercolano, l’Associazione Fondali Campania, la Cooperativa Azzurra, la Cooperativa S.Anna e Marevivo, è stato firmato alla presenza del ministro dell’ambiente Sergio Costa un protocollo d’intesa, “Il Fishing for litter”, per dare la possibilità ai pescatori di portare a terra ed avviare a raccolta differenziata i rifiuti che recuperano a mare.

Una nuova coscienza quindi si fa largo anche tra gli operatori del settore, i fruitori della risorsa mare, che diventeranno i “Guardiani del Mare”.

Ne è stata fatta di strada da quando un gruppo di appassionati del mare, subacquei per passione, decisero di dedicare parte del loro tempo libero alla “pulizia dei fondali marini”. Una nuova coscienza, pura e trasparente, come dovranno ridiventare le nostre acque marine si fa largo tra le nuove generazioni. Grazie a chi ne ha tracciato la rotta.

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