SORRENTO – IL COMUNE DICHIARA “ABUSIVA” LA BIGLIETTERIA IN VIA LUIGI DE MAIO (ZONA PORTO)

SORRENTO – IL COMUNE DICHIARA “ABUSIVA” LA BIGLIETTERIA IN VIA LUIGI DE MAIO (ZONA PORTO)

SORRENTO – IL COMUNE DICHIARA “ABUSIVA” LA BIGLIETTERIA IN VIA LUIGI DE MAIO (ZONA PORTO)

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SORRENTO. Per il Comune la biglietteria in Via Luigi De Maio (zona porto di Sorrento) è abusiva.

Tanto scaturisce dagli atti e le azioni intrapresi a seguito della delibera di Giunta n. 301 del 27 ottobre 2017, provvedimento con il quale il comune di Sorrento dichiarava che le biglietterie erano in concessione demaniale, e che le stesse erano scadute da tempo, pertanto si doveva procedere con l’indizione di una gara.

Questo l’antefatto che ha portato alla decisione del comune. Di diverso avviso l’Alilauro Gruson, secondo la quale l’attività svolta in quel locale è perfettamente legittima. Un braccio di ferro, quello tra l’amministrazione comunale e la compagnia di navigazione, che adesso arriva addirittura davanti al Consiglio di Stato. Il Comune ha incaricato l’avvocato Maurizio Pasetto di resistere all’appello proposto dall’Alilauro Gruson contro la sentenza con cui, a novembre scorso, il Tar ha riconosciuto l’irregolarità del cambio di destinazione d’uso della biglietteria nel porto di Marina Piccola.

La vicenda risale a dicembre 2011 quando la compagnia, che effettua i collegamenti nel golfo di Napoli, acquista l’immobile in via De Maio, la strada che conduce al porto sorrentino. Si tratta di un locale terraneo, originariamente adibito a deposito, che il Comune ha deciso di dismettere insieme ad altri pezzi del proprio patrimonio. L’Alilauro Gruson non si lascia sfuggire l’occasione e, ad agosto 2016, dopo l’acquisto presenta una segnalazione certificata di inizio attività (scia) di biglietteria. Ed è qui che il Comune si mette di traverso: secondo gli uffici di Piazza Sant’Antonino, la compagnia di navigazione ha trasformato quel locale «abusivamente e senza i titoli previsti dalla legge». Passano pochi mesi e dal Comune arriva pure un’ordinanza di cessazione dell’attività di biglietteria. A quel punto si scatena la guerra a colpi di carte bollate. L’Alilauro Gruson impugna tutti i provvedimenti adottati nei suoi confronti dagli uffici di Piazza Sant’Antonino: «Il cambio di destinazione d’uso era libero e assentibile scrivono gli avvocati della compagnia perché avvenuto tra categorie omogenee di locali e perché non ha comportato la trasformazione di aspetto esteriore, volumi e superfici». Ma la settima sezione del Tar non la pensa allo stesso modo e, a novembre scorso, boccia il ricorso dell’Alilauro Gruson. «Il cambio di destinazione d’uso non era irrelevante e liberamente eseguibile, ma doveva essere autorizzato scrivono i giudici di Piazza Municipio perché avvenuto tra diverse categorie di immobili e capace di incidere sul carico urbanistico». È su questa pronuncia che, su ricorso della Gruson, di qui a qualche mese dovrà esprimersi il Consiglio di Stato.

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