TROPPE BARCHE, PRESSING DEGLI AMBIENTALISTI: “AREA MARINA PROTETTA A CAPRI E ISCHIA”

TROPPE BARCHE, PRESSING DEGLI AMBIENTALISTI: “AREA MARINA PROTETTA A CAPRI E ISCHIA”

TROPPE BARCHE, PRESSING DEGLI AMBIENTALISTI: “AREA MARINA PROTETTA A CAPRI E ISCHIA”

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CAPRI – Un tappeto di barche nella baia di Marina Piccola, a Capri. E’ l’assalto alle coste dei diportisti della domenica: luglio inizia con un vero e proprio “boom”, che però spaventa gli ambientalisti e alimenta la battaglia, appoggiata dalle amministrazioni di Capri e Anacapri, per l’istituzione dell’area marina protetta. Da qualche mese l’isola ha intensificato il suo pressing sul governo centrale, riprendendo il dialogo con il Ministero dell’Ambiente.

Ma anche nella vicina Ischia, dove pure esiste un’area marina protetta (ancorché affidata alla gestione straordinaria della Capitaneria di porto dopo il commissariamento), le coste, in particolare tra la baia dei Maronti e Sant’Angelo, sono state prese d’assalto dai diportisti. “Sempre più evidente la necessità improcrastinabile dell’istituzione dell’area marina – spiega il consigliere comunale all’Ambiente di Capri, Fabio De Gregorio – che tutelerebbe la sostenibilità ambientale delle nostre coste, messa a rischio dal sovraccarico insostenibile di questi giorni, legato alla carenza di norme che disciplinino l’uso del mare che bagna l’isola”. I Comuni attendono ora lo studio dell’università Parthenope di Napoli, che – per tramite dell’Ispra – integrerà il dossier indirizzato al Ministero: i tempi per l’area marina protetta potrebbero essere maturi.

Capri è letteralmente presa d’assalto dai turisti. In quest’estate record nell’isola dei faraglioni si registrano ogni giorno migliaia di presenze giornaliere e i servizi sono ormai allo stremo delle forze.

Ogni giorno lo specchio di mare antistante Marina Piccola accoglie decine e decine di barche che ormeggiano anche nelle cale intorno la baia principale. Per questo motivo il presidente dell’Ascom Capri (l’associazione formata dai commercianti di Capri) ha segnalato il caso alla Capitaneria di Porto di Napoli, alla Circomare di Capri, al sindaco di Capri, all’assessore al turismo, a Federalberghi e Capri Excellence, al Comando della stazione di Carabinieri di Capri e alla Guardia di Finanza.

I commercianti di Capri sono infatti seriamente preoccupati dal fenomeno che si sta verificando nelle acque intorno all’isola e, in particolare, proprio dello stazionamento da diporto negli specchi d’acqua delle baie più fascinose”. Per rendere ancora più veritiera la segnalazione, il presidente dell’Ascom  ha allegato anche una documentazione fotografica in cui riprende il mare di barche ormeggiate a largo dei Faraglioni.

Come riporta il quotidiano “Il Mattino”, Massa scrive: “Un deprimente spettacolo  che viene diffuso anche sui vari social network. Possiamo ancora tollerare simile scempio che, oltretutto, avviene in barba alle varie ordinanze e disposizioni della Capitaneria che le hanno emanate? Si può assistere (e fino a quando?) ad uno spettacolo così triste per ogni cittadino caprese che vede deturpato il proprio mare da torme di diportisti giornalieri?”.

Alla domanda del presidente dell’Ascom è arrivata l’immediata risposta della Capitaneria di Porto di Capri che ha chiarito, in una dichiarazione, “che le acque intorno all’isola vengono continuamente monitorate e l’ ordinanza in vigore fissa l’ormeggio a 100 metri dalla costa ed a 50 metri dalle cale pericolose e franose ed oltre all’ancoraggio in tali zone è vietata anche la balneazione ed il transito”.

Tra numero chiuso, congestionamento e sbarchi record, il sindaco Gianni De Martino si è fatto portavoce del discontento dei capresi rinnovando il suo appello al viceministro Borletti Buitoni di non dimenticarsi del sovraffollamento delle principali mete turistiche italiane. L’amministrazione comunale di Capri sta infatti raccogliendo giorno dopo giorno dati e monitorando quello che avviene ogni giorno sull’isola e in particolare nel porto.

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