VICO EQUENSE: IN SCENA L’AMMINISTRAZIONE COMUNALE

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VICO EQUENSE

AL COMUNE E’ DI SCENA IL TEATRO DEI PUPI

di

Giuseppe Maffucci

Con l’approssimarsi delle elezioni amministrative di primavera, negli accoglienti saloni del Municipio di Vico Equense, sono di scena ogni giorno nuove rappresentazioni del ” Teatro dei Pupi”, con regia sempre lo stesso personaggio che da oltre dieci anni ha nelle sue mani il destino della nostra città. Gennaro Cinque, era già nella maggioranza che elesse Sindaco nel 2001l’avvocato Giuseppe Dilengite e forte della sua esperienza teatrale organizzò, avvalendosi di un (facente – funzioni), dalle riconosciute capacità, una sceneggiata per arrivare all’anticipato scioglimento del consiglio comunale e far decadere Dilengite. Nella primavera del 2006 il nostro brillante puparo fu eletto dai cittadini Sindaco e fu riconfermato dopo cinque anni, con una larga maggioranza, nel mese di giugno del 2011. In questi lunghi e faticosissimi anni il nostro potentissimo primo cittadino ha fatto e disfatto a suo piacimento tutto e di più, maggioranze, giunte, incarichi, dirigenti, funzionari, capi di fantomatici dipartimenti, commissioni, esperti internazionali, tecnici di fama (e che famme), uscieri, bidelli, giardinieri, che comparivano e scomparivano dalla scena tra lo stupore di tutti.

Nessuno e niente nel Comune di Vico Equense si è potuto esimere dal partecipare alla frenetica passione del sindaco Cinque per il teatro dei pupi, con la sua esperienza di puparo di volta in volta muovendo i fili ha assegnato a ognuno una nuova parte da svolgere. In alcuni casi, ma molto raramente, gli ignari cittadini, hanno assistito a qualche manifestazione di dissenso e all’uscita di scena di personaggi non più graditi o non più utili per il successo dello spettacolo allestito dal sapiente regista.

Per la gente a Vico Equense tutto andava benissimo; grandi opere in tutti i settori, erano programmate e realizzate, la città cresceva e si sviluppava armoniosamente sia dal punto di vista economico che, civile, umano e sociale. Miglioravano a vista d’occhio tutti i servizi, la scuola, la sanità, l’assistenza alle fasce più deboli, la viabilità, i trasporti, l’ambiente, la cura del verde pubblico, le attrezzature sportive per i giovani, gli asili nido, la refezione scolastica, il trasporto per gli alunni, la cura degli arenili e la pulizia del mare.

Nello stesso tempo, diminuivano ogni anno le tasse e le imposte comunali, fino ad azzerarle quasi, tant’è che mai si sono viste o sentite e tanto meno organizzate manifestazioni di protesta o di malcontento, tutti puntualmente abbiamo alle scadenze ricevute a casa le lettere del Comune, con i bollettini per pagare le imposte ICI, Spazzatura, IMU, TASI ecc. e senza batter ciglio e senza neanche sognarci di manifestare un minimo dissenso, ci siamo recati negli uffici postali e abbiamo pagato quanto richiesto.

Forte di questo grande sostegno, della solidarietà di tutta la popolazione e dell’immane lavoro svolto in più di dieci anni il Sindaco Gennaro Cinque, proprio per ringraziare i suoi concittadini, senza partecipare niente a nessuno, nel mese di Maggio 2015, decide di decadere da Sindaco, accusandosi di aver commesso il reato di abuso edilizio, uno squallido sotterfugio, nominando al suo posto un Sindaco f.f. Tutto questo per candidarsi alle elezioni e divenire consigliere regionale, pur sapendo, per inciso, di non avere nessuna possibilità di essere eletto, anche perché inserito in una lista di “ Forza Italia”, ormai ampiamente squalificata, per i noti fatti di camorra (vedi Casalesi, Cosentino, Cesaro). I risultati elettorali furono negativi, Gennaro Cinque non fu eletto consigliere regionale e decaduto da Sindaco era fuori del Comune.

Ma tutti sapevano che l’attività del “puparo” continuava, che il Teatro dei Pupi, con la maestria del regista non si era mai intererrotto, tanto è vero che dopo poche settimane i cittadini hanno avuto la gradita sorpresa di apprendere dai giornali che, il Sindaco f.f. aveva provveduto a pagare la cambiale e a nominare nuovi assessori, Gennaro Cinque con la delega ai lavori pubblici, Andrea Buonocore, Giuseppe Aiello , al posto dell’avvocato Giuseppe Ferraro, dell’ingegner Antonio Elefante, e di Antonio Di Martino, una conclusione degna di una regia raffinata, così sembrava si dovesse chiudere il cerchio magico, dando a Vico Equense, affidata in mani sicure un tempo di tranquillità e prosperità. Ma i segnali poco rassicuranti, che si avverto ogni giorno, con l’avvicinarsi della scadenza elettorale amministrativa di giugno 2016, offuscano l’orizzonte equense. Ma di questo vi parleremo nel prossimo servizio.

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