75a Settimana Liturgica Nazionale. La Liturgia come via pulcritudinis
Tutti siamo consapevoli che la bellezza di una “liturgia viva per una Chiesa viva” è nostra responsabilità, e la liturgia resta una realtà viva anche se l’abitudinarietà può rendere meno vitale l’effetto di grazia. La liturgia è viva in quanto espressione visibile di una Chiesa resa viva da Cristo, il Kỷrios, presente in essa, vivente e che “parla” annunciando ancora il suo Vangelo; ed è animata e fecondata dallo Spirito: ogni gesto liturgico, infatti, è evento spirituale vivificante per il cristiano. Tutti noi sappiamo bene il carattere fontale della liturgia in quanto “azione del popolo”, così come ci ricorda l’etimologia stessa del termine, in ordine all’azione (ergon), più che al discorso (logos). Conosciamo bene l’importanza di una liturgia che sia ospitale anche per i più lontani e che dia accesso all’incontro e all’ascolto di Dio, evangelizzando le aspettative religiose dell’uomo contemporaneo. Sappiamo, inoltre, cogliere il senso profondo delle parole di papa Francesco nella sua esortazione apostolica Evangelii gaudium, che sollecita tutti noi a prendere ancora più sul serio il fatto che «l’evangelizzazione gioiosa si fa bellezza nella Liturgia in mezzo all’esigenza quotidiana di far progredire il bene.

La Chiesa evangelizza e si evangelizza con la bellezza della Liturgia, la quale è anche celebrazione dell’attività evangelizzatrice e fonte di un rinnovato impulso a donarsi» (EG 24). E continua nello stesso documento: «annunciare Cristo significa mostrare che credere in Lui e seguirlo non è solamente una cosa vera e giusta, ma anche bella, capace di colmare la vita di un nuovo splendore e di una gioia profonda, anche in mezzo alle prove…» (EG 167), aggiungendo infine che si tratta di «recuperare la stima della bellezza per poter giungere al cuore umano e far risplendere in esso la verità e la bontà del Risorto» (EG 167). Il desiderio di una Chiesa sempre viva, su cui si interrogherà la Settimana Liturgica Nazionale, sarà realizzabile solo se i fedeli, nella diversità dei loro carismi e ministeri, vivranno della liturgia che celebrano. Non siamo chiamati a ricercare una liturgia “al passo coi tempi” o “alla moda”, ma semplicemente a rendere chiara una verità: ogni liturgia è azione di Cristo e della sua Chiesa.
