L’ANGOLO DEGLI ERETICI – ATEI E CELEBRAZIONE LITURGICA

L’ANGOLO DEGLI ERETICI – ATEI E CELEBRAZIONE LITURGICA

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Un mio giovane amico presbitero della diocesi di Roma mi sottopone un interessante quesito: “può un ateo chiedere una celebrazione eucaristica?”. Il tutto nasce perché un suo conoscente, notoriamente ateo e “mangiapreti” gli ha chiesto una celebrazione eucaristica per commemorare un evento storico. Da umile teologo devo premettere in linea generale il concetto di “ateo”. Se Dio, il Creatore, è al di sopra della natura umana, significa anche che non è osservabile con i sensi umani, cioè non è “visibile”, quindi, alcuni ne mettono in dubbio l’esistenza. Per non incorrere in fraintendimenti devo aggiungere la differenza tra ateo e agnostico, che risiede nel loro approccio all’esistenza di Dio: l’ateo nega attivamente l’esistenza di una divinità, mentre l’agnostico dichiara di non sapere o di non poter conoscere se Dio esiste o meno. In altre parole, l’ateo prende una posizione di rifiuto, mentre l’agnostico sospende il giudizio.

Ciò premesso devo dire che, alla luce della Sacra Scrittura e del Magistero, un ateo può chiedere che venga celebrata una “Messa”, questo perché la richiesta della celebrazione è un atto che può essere compiuto da chiunque, indipendentemente dalle proprie convinzioni religiose. La celebrazione eucaristica, comunemente detta “Messa” (più propriamente Santa Messa) è un rito della Chiesa cattolica che viene celebrato per diversi motivi, tra cui la commemorazione dei defunti, per grazie ricevute o per intenzioni particolari. Non è necessario che chi chiede la celebrazione del sacro rito sia credente o praticante, in sintesi, chiunque può recarsi in una chiesa e chiedere al sacerdote di celebrare una “Santa Messa” per una determinata intenzione. Sembra ovvio che l’ateo si asterrà dal comunicarsi o da altre attività che riterrà opportune (cantare, inginocchiarsi…).  La richiesta, però, deve essere motivata da seri motivati legati al culto e alla religione cattolica; celebrare, ad esempio, un evento storico, potrebbe non essere consono, ma, e qui entra in ballo il mio giovane amico parroco, la decisione di celebrare la “Santa Messa” spetta a lui, che valuterà la richiesta e, se opportuno, la accoglierà dopo aver approfondito le motivazioni che spingono l’ateo a tale richiesta. La Chiesa accoglie tutti ma non è un palcoscenico per interessi personali.

Aniello Clemente (teologo, giornalista, scrittore)

Aniello Clemente

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