DALLA PENISOLA SORRENTINA UNA CANDIDATA PER ROMA

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DALLA PENISOLA SORRENTINA UNA CANDIDATA PER ROMA

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Servizio di Gigi Maresca

Dott.ssa Rosa De Martino

ELEZIONI COMUNALI ROMA CAPITALE 2016: IL RUOLO DELLE DONNE CATTOLICHE IN POLITICA

Nel corso della storia, la figura della donna ha subìto varie trasformazioni, che l’hanno portata a migliorare la sua condizione di vita in una società maschilista. Fino a qualche decennio fa, si riteneva ancora che la donna dovesse essere relegata in casa per accudire il marito e i figli, ed era considerata una proprietà del padre e, dopo il matrimonio, del marito. La guerra ha il ruolo di evidenziare e sviluppare culture e capacità di affermazione delle donne cattoliche. Con una particolare miscela di elementi moderni ed arcaici e con una decisa attenzione alla gestione di una moderna società di massa, le cattoliche riunite nelle loro associazioni riescono ad affermarsi e coinvolgere migliaia di donne, trascinandole fuori casa e anche fuori dalle parrocchie, facendole partecipare alla vita sociale e civile, realizzando un processo di addestramento al patriottismo e alla dimensione civica. Sviluppano entusiasmo, sorellanza, capacità di sacrificio; imparano a lavorare nel sociale, a parlare con persone di culture e classi sociali diverse; si occupano di bambini, poveri, lavoratrici, qualche volta diventano propagandiste e conferenziere. La necessità di affermarsi in un mondo in veloce cambiamento, tagliando la strada al femminismo e quindi alle culture e politiche laiche in via di sviluppo, le spinge a fare propri alcuni elementi significativi della lotta femminista come il voto e l’abolizione della autorizzazione maritale. Domandano anche la parità salariale, seppure con lo scopo dichiarato di eliminare le donne dall’industria, ricacciandole nel lavoro a domicilio. Eppure, insieme a diversi elementi moderni, interpretano e ripropongono il nucleo profondo di un mondo antico, abituato alla deferenza, alla gerarchia, alla devozione, alla sacralizzazione dell’esistente, alla sottomissione all’autorità, ove l’attivismo sociale delle donne ha sempre bisogno di un assistente spirituale e la figura femminile è del tutto oblativa, estranea all’idea dell’esistenza di diritti individuali per sé. Interpreti di uno stretto intreccio fra innovazione dei comportamenti e intransigente tradizione, finiscono per accentuare la coloritura oblativa dell’impegno femminile nel corso del conflitto, accompagnando e nello stesso tempo determinando nel Paese una forma di modernizzazione carica di elementi contraddittori.lldiritto di voto e la famiglia. Rivoluzione cristiana e culturale …economica e sociale quale idea di paese per il futuro della famiglia

La struttura della famiglia moderna, intendendo quella creatasi nell’ultimi 50 anni, si può ormai definire praticamente opposta a quella d’inizio secolo,che era di tipo patriarcale dove il padre e quindi il marito era un padre padrone e la coniuge insieme ai figli ricopriva un ruolo strettamente marginale. Moltissimi sono gli aspetti che si sono modificati: dal mio punto di vista gran parte sono quelli che sono andati migliorando, ma altrettanti sono peggiorati. Innanzi tutto diminuisce il numero dei suoi componenti e questo cambiamento è stato determinato dal miglioramento delle condizioni economiche dal dopoguerra ad oggi. Nonostante possa sembrare un controsenso una diminuzione dovuta ad un incremento, bisogna considerare che con questo sviluppo si annulla il bisogno che i figli affrontino il mondo del lavoro prima del necessario; mentre 50 anni fa era essenziale per il sostegno economico del nucleo familiare il lavoro offerto dai figli. Di conseguenza i genitori possono finalmente offrire una cultura che arriva anche fino all’università, ovviamente non a 7 o 8 figli, ma di certo a 1 o 2. E’ chiarissimo anche il cambiamento della posizione della donna nella nostra società: da circa 20 anni a questa parte le donne hanno acquistato diritti a loro completamente negati precedentemente. E’ usuale che anche la donna lavori e abbia gli stessi orari dell’uomo: in questo modo l’educazione dei figli viene divisa fra i due coniugi e non è più un compito solo della madre. Questo aspetto è sicuramente positivo dal momento che oltre ad attribuire alla donna tutti quei diritti che fino a poco tempo fa non le venivano riconosciuti, mette sicuramente in risalto il ruolo del padre verso i figli che vengono educati anche da questa figura che pochi anni fa i figli vedevano come qualcosa di troppo lontano. Per questo motivo il termine “coppia pendolare” assume un significato non più riferito solamente a un nucleo familiare dove il padre per motivi di lavoro si trova per lunghi periodi ad essere lontano da casa, ma anche alla madre. Oltretutto sono molto frequenti, anche, i casi di separazione o divorzio e sta diventando sempre più comune il caso della famiglia aperta, cioè formata da una coppia con figli propri e con altri figli provenienti da precedenti unioni, che vivono un po’ con un genitore ed un po’ con l’altro. Un altro tipo di famiglia moderna si può considerare la coppia omosessuale, che in Italia non è ancora riconosciuta , ma lo è in altri paesi. In tutti questi casi c’è alla base la stessa volontà di realizzare un progetto di vita in comune, fondato sull’amore. Ogni famiglia assume poi il tipo di educazione che ritiene più opportuna ed edificante per i propri figli. Purtroppo non sempre si opera la scelta migliore e ciò comporta un’educazione sbagliata per coloro che saranno la generazione successiva. I genitori possono mostrarsi ad esempio troppo protettivi creando così delle barriere sociali che non sono in realtà così alte, con il rischio che vengano superate solo con un trauma, oppure non vengano superate affatto. Al contrario una famiglia troppo disinteressata lascia il bambino completamente vulnerabile ad una società dalla quale si traggono per lo più solo cattivi esempi. Ciò lo può portare a seguire strade sbagliate dalle quali con gli anni è sempre più difficile uscire. Dal mio punto di vista una giusta educazione consiste nel non forzare troppo su alcuni aspetti gettando addosso al bambino degli aspetti della vita comune che gli sembreranno, così, insormontabili, ma nemmeno lasciare al caso tutta una serie di riflessioni, di momenti e di dialoghi che è giusto mantenere tra genitori e figli perché altrimenti in entrambi i casi c’è il rischio di crescere ragazzi egocentrici e “viziati” , aumentato anche dall’abitudine di affidare i bambini ai nonni, che si sa, sono di solito molto più permissivi. Ritengo, in base a quanto ho esposto che la famiglia sia un punto di riferimento essenziale per la formazione di ognuno che deve essere in grado di fornire un approccio soddisfacente in una società con regole e costumi così rigidi come quella attuale. Eletta il 6 giugno suo impegno amministrativo in quale settore?

Mi occuperei dell’ambito Pari opportunità tutto quello che riguarda gli Sportelli di ascolto delle donne e l’ambito pedagogico scolastico istituirei uno sportello nelle scuole per ascoltare i Genitori, gli Insegnanti e farei progetti per una buona società.Tutto quello che possa essere importante della cura della persona e delle famiglie in generale. Cordialmente saluto Dott.ssa Rosa De Martino Pedagogista.

Gaetano Milone

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