IL 24 GIUGNO ALLA LIBRERIA TASSO DAMIANA DE GENNARO PRESENTA SHIBUYA CROSSING

IL 24 GIUGNO ALLA LIBRERIA TASSO DAMIANA DE GENNARO PRESENTA SHIBUYA CROSSING

IL 24 GIUGNO ALLA LIBRERIA TASSO DAMIANA DE GENNARO PRESENTA SHIBUYA CROSSING

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Lunedì 24 giugno, alle 20,30, presso la Libreria Tasso di Sorrento, Damiana de Gennaro presenterà la sua ultima raccolta di poesie dal titolo “Shibuya Crossing”: un modo per ricordare, attraverso la poesia, la sua esperienza nel “Sol Levante” dove ha perfezionato lo studio della lingua giapponese. L’opera, stampata per i tipi di “Internopoesia”, verrà presentata da un relatore d’eccezione: il sinologo e illustratore massese Aldo Terminiello (tra l’altro illustratore del romanzo Kiryana, scritto dall’avvocato sorrentino Luca Vittorio Raiola) che ha preparato, per tutti coloro che acquisteranno l’opera di Damiana, una specialissima “sovraccopertina” illustrata. L’opera di Damiana è quindi una sorta di diario di viaggio, un “blocchetto di appunti poetici” in cui condensare l’esperienza periegetica di una sorrentina in Giappone. Ma proviamo a capirne di più con le parole della stessa Damiana, in attesa di acoltarla dal vivo: “L’incrocio di fronte alla stazione di Shibuya, a Tōkyō, è noto come Shibuya Crossing”. “Se il monumento di Hachiko, – prosegue Damiana –  davanti al quale le persone si danno appuntamento, crea l’impressione di una familiarità quasi domestica, il continuo spostamento della folla da un capo all’altro dei marciapiedi suggerisce irrealtà, impermanenza”. Come l’incrocio, la raccolta di Damiana De Gennaro è un posto affollato: c’è il fantasma di uno sconosciuto senza nome, ragazze-visioni che si vaporizzano nel momento stesso in cui sono pronunciate, amiche di vecchia data e personaggi immaginari. Allora la raccolta poetica assume un significato davvero profondo: “come proiettate in una lanterna magica, le immagini scorrono, si dileguano; da un capo all’altro delle città due figure, diverse da tutte le altre, ricorrono, si rincorrono, diventano filtro, parte stessa del guardare e dunque somigliano a un destino”.

Gennaro Galano

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