SORRENTO: IL RICORDO DEL VESCOVO CECE NEL GIORNO DEL SUO ONOMASTICO

SORRENTO: IL RICORDO DEL VESCOVO CECE NEL GIORNO DEL SUO ONOMASTICO

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Ancora una volta don Francesco Saverio Casa ci ricorda, o meglio, fa memoria storica e religiosa, di un grande Vescovo dell’Arcidiocesi di Sorrento-Castellammare, lo scomparso mons. Felice Cece, nel giorno della sua festa onomastica. Gliene siamo tutti grati.
Felicis amore, hospes.
Per amore di Felice, ospite.
“Felice è padre e patria e casa e tutto”.
Pater et patria et domus et substantia.
Sono le parole che San Paolino di Nola rivolge a San Felice nel Poema XV,
Natal. IV, v. 15.
Oggi 14 gennaio, festa di San Felice sacerdote e martire protettore di Cimitile, città che diede i natali a Mons. Felice Cece il ricordo è tutto per il presule nolano e del quale non si può tacere.
Nella sua festa onomastica,
Mons. Felice Cece ogni anno era solito, obbediente alle ragioni del cuore,
recarsi lì dove attinse il nome e il merito,
dianzi al sepolcro di San Felice nella sua basilica di Cimitile in atto orante.
San Felice era, ed è tuttora chiamato difensore della verità,
il suo altare era ed è detto ‘ara veritatis’ , altare della verità.
Fu San Felice che propago’ la fede di Cristo a Nola, e San Paolino vescovo di Nola scrisse in occasione della memoria di San Felice molti dei suoi Carmi.
A distanza di tempo, il Canonico Gennaro Aspreno Galante, noto studioso della storia e delle memorie della Chiesa di Napoli, letterato ed archeologo (27 giugno 1843 – 11 giugno 1923), riprese la tradizione pubblicando nella ricorrenza liturgica di San Paolino il 22 giugno,
un’ elegia latina nuova denominata “Natale” in ricordo dei” Carmina Natalicia” scritti da Paolino in onore del martire Felice.
Ora le gesta, ora i suoi prodigi, ora le sue basiliche sono i temi che egli canta.
Si riporta del Galante NATALE XIII DI S. PONZIO MEROPIO PAOLINO’ 22 GIUGNO 1895
FELICE E IPOLISTO
ECOGLA GENNARO E PAOLINO
“L’ alloro cinse le degne tempie del sacerdote, che l’antica Nola meritò come sua guida.
Colse dell’ uva apparsa improvvisamente in mezzo alle spine, e spremuto il vino, quegli si riprese”.
San Felice ristoro’ con dell’uva prodigiosamente colta da roveti il vecchio beato Massimo, vescovo di Nola, che era ormai in punto di morte nelle selve.
Si veda SAN PAOLINO, Poema XV, Natal. IV, vv. 271 ss.
“Un grande altare sovrasta un quadro di Felice, al quale Cristo dalla magione celeste offre un pane. Io che un giorno fui ammirato per la mia veste e la mia porpora, e seduto nell’Urbe, per amore di Felice, diventai ospite assiduo presso la tomba del Martire”.
La cripta e la basilica di San Felice vennero ampliate da San Paolino,
e la tavola dell’altare maggiore nel tempio di San Felice lo ritrae nell’atto di ricevere alimento da Cristo.
San Paolino già senatore e proconsole deposta ogni carica, fissò la propria sede presso la cripta di San Felice.
Felice, di stirpe nolana, Cimitile ti ha generato, su di un carro del trionfo a noi torni godendo luce aurea di questa Chiesa memore.
A noi ritorna annuo il dì che invoca il popolo.
Buono e costante, combattente forte dentro ricolmo del superno crisma unse lo Spirito, e a pascere pose questa tua gente.
O felice anima dalla ragione divina,
che ti fece suo specchio,
sei stata incoronata.
Don Francesco Saverio Casa
Rettore della Chiesa di San Paolo
in Sorrento

Gaetano Milone

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