MASSA LUBRENSE: POMERIGGIO DI FUOCO A MARINA DI PUOLO PER L’INCURSIONE VELOCE E PERICOLOSA DI SCALMANATI FRA BARCHE E BAGNANTI

MASSA LUBRENSE: POMERIGGIO DI FUOCO A MARINA DI PUOLO PER L’INCURSIONE VELOCE E PERICOLOSA  DI SCALMANATI FRA BARCHE E BAGNANTI

MASSA LUBRENSE: POMERIGGIO DI FUOCO A MARINA DI PUOLO PER L’INCURSIONE VELOCE E PERICOLOSA DI SCALMANATI FRA BARCHE E BAGNANTI

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Una vera e propria rissa è scoppiata nel primo pomereggio, di ieri 31 luglio, all’interno del porto di Marina di Puolo tra presunti ubriachi a bordo di una veloce imbarcazione entrati a velocità sostenuta nelll’area portuale, mettendo a rischio anche l’incolumità degli stessi bagnanti al di fuori delle boe e, i coraggiosi gestori della Concessione dello stesso specchio d’acqua, intervenuti per bloccare i novelli “incursori”, teste calde ed irresponsabili.

Il Mare nostrum, resta terra di nessuno, per la presenza giornaliera di centinaia di barche che solcono a velocità pazzesche i tratti di costa ricadenti nella stessa Area Marina Protetta, che vanificano  gli sforzi della Capitaneria di Porto con la messa in acqua di un gommone di supporto alle motovedette di servizio  per arginare queste vere e proprie follie umane.

Purtroppo la mancanza di un specifica normativa che regoli  e limiti  l’uso nel quotidiano, di questi veri e propri bolidi del mare, condotti da persone spesso in preda ai fumi dell’alcool o a sostane stupefacenti .mette a rischio la salute di bagnanti o semplici diportisti.

E proprio a Marina di Puolo, giorni fa un pescatore intento a salpare le reti e stato travolto da un’imbarcazione finendo all’ospedale mentre la barca giace ancora sui fondali sabbiosi.

Dopo lo scontro verbale e forse anche fisico con i battellieri di marina di Puolo, gli occupanti della barca sono scappati via mettendo la prua in un primo momento verso Capri e poi al largo, virando verso la costa stabiese-torrese.

Pericolo scampato, ma ulteriore Sos alle Autorità per bloccare, prima che ci scappi il morto, scafi privati e gli stessi charter abituati a superare di molto i limiti di velocità imposti dall’Amp (5 miglia sotto costa e dieci al largo) e delle stesse ordinanze delle Capitanerie di Porto

 

Ps. Gli sterminatori di grammatica e sintassi, famosi per il “mo si e mo no” ( sono soliti smentire quello scritto un attimo prima), sono pregati di astenersi dallo smentire questo articolo frutto di certosino lavoro e verifica dele fonti.

Gaetano Milone

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