SORRENTO: UNO STRISCIONE DI PROTESTA ALL’INGRESSO DELLA CHIESA DELLA SANTISSIMA ANNUNZIATA

SORRENTO: UNO STRISCIONE DI PROTESTA ALL’INGRESSO DELLA CHIESA DELLA SANTISSIMA ANNUNZIATA

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Che la protesta di Michelangelo Scannapieco contro la presenza di “un infedele”, per di più a portare la statua della Madonna, nella processione del Venerdì Santo, avesse un seguito, lo si era capito già dalla prima dura presa di posizione poco prima dell’inizio, alle tre del mattino.

Un primo striscione di protesta “L’infedele vestito di bianco” era apparso già nelle ore precedenti lo svolgimento della Processione dell’Arciconfraternita di Santa Monica, senza peraltro sortire nessuno effetto, considerato che il dirigente comunale accusato da Scannapieco di presunti misfatti che vanno oltre la pietas religiosa ed in contrasto con il significato penitenziale della stessa Processione, a volto scoperto, aveva portato la Statua della Madonna per alcuni tratti del percorso.

Ieri sera, a tarda ora, ancora uno striscione di quelli chiari che vanno diritto al cuore dei credenti scatenando pluralità di commenti sui social, è stato collocato all’ingresso della Chiesa della Santissima Annunziata.

Un messaggio chiaro e da grossi futuri interrogativi a cui bisognerà dare una risposta dagli stessi vertici della Chiesa locale “ La Madonna nelle Mani di un Confratello Indegno e di Un Priore Accondiscendente”.

  Da parte sua Michelangelo Scannapieco, travolto da una bufera di reazioni e commenti sui social non tutti positivi alla sua iniziativa di guerra al malcostume politico-amministrativo, peraltro supportato  da precise e circostanziate denunce al vaglio della stessa Procura dlla Repubblica di Torre Annunziata ha precisato la sua posizione.

“Le mie ultime clamorose proteste che chiamano in causa i vertici delle Arciconfraternite, -ha spiegato Scannapieco –  non hanno nulla di offensivo verso le tradizioni religiose del popolo sorrentino che sono anche le mie, ma vogliono richiamare gli stessi organizzatori, al rispetto ed al significato penitenziale delle stesse Processioni ed alla verifica della probità ed onestà civile e religiosa dei partecipanti”.

 

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Gaetano Milone

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