SORRENTO, RISTORO COMUNALE AD ATTIVITA’ COMMERCIALI: RESO PUBBLICO “IL REDDITO D’IMPRESA”

SORRENTO, RISTORO COMUNALE AD ATTIVITA’ COMMERCIALI: RESO PUBBLICO “IL REDDITO D’IMPRESA”

SORRENTO, RISTORO COMUNALE AD ATTIVITA’ COMMERCIALI: RESO PUBBLICO “IL REDDITO D’IMPRESA”

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Sconcerto, paura e preoccupazione per futuri controlli sulla fedeltà delle dichiarazioni del “Reddito d’Impresa” dei commercianti sorrentini, che hanno richiesto il ” Ristoro” previsto dal comune di Sorrento come “Misure di sostegno in favore delle micro imprese operanti sul territorio comunale” con determina n. 1718 del 31/12/del 2020.

Una “fatale” distrazione degli Uffici preposti alla pubblicazione degli aventi diritto al contributo di mille euro ,malgrado il divieto previsto nella stessa determina della pubblicazione dei “dati sensibili” dei richiedenti, ha reso di pubblico dominio dati “eclatanti” sui “redditi d’impresa” dichiarati.

Così apprendiamo che dei 409 “commercianti” aventi diritto (34 gli esclusi e sei rinunciatari per adesso) solamente tre hanno dichiarato per il 2019, anno del boom economico in penisola sorrentina, un reddito superiore ai 100mila euro mentre per la quasi totalità degli ammessi a contributo il reddito parla di pochissimi migliaia di euro, zero per qualcuno, ventisei euro, centossessantanove euro. Dichiarazioni da far saltare sul tavolo i “controllori” dei “redditi d’impresa” di gran parte dei commercianti del territorio spesso, come è consuetudine nel centro storico, “sentinelle” quotidiane sulla presenza di uomini della Guardia di Finanza. Negozi che incassano migliaia di euro al giorno (acquisto di costose abitazioni, camper, viaggi all’estero) ma “poveri” o nulla tenenti e bisognosi di ristoro pubblico. La”svista” degli Uffici comunali di Sorrento (si spera non voluta) ha un altro simile precedente: analogo elenco con pubblicazione di dati sensibili ha riguardato l’elenco dei titolari di licenza Ncc a cui il comune ha destinato altri contributi. Errare humanum est, perseverare autem diabolicum. Intanto le Associazioni operanti sul territorio “vittime” a proprio dire, dei continui dinieghi alle loro richieste di  documenti ufficiali del Comune non più all’albo pretorio, informeranno del tutto il garante della privacy.

 

Gaetano Milone

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